Jan Vecoli non sarà più il presidente provinciale dell’Arci. Dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi da parte dei consiglieri di maggioranza dell’amministrazione di Viareggio – Vecoli è consigliere comunale di minoranza – l’ormai ex presidente di Arci Lucca Versilia ha rassegnato oggi, 8 settembre, le dimissioni dal suo incarico.
“Stamattina – dice Vecoli – a seguito della contestazione di incompatibilità sollevatami dai gruppi consiliari di maggioranza a mezzo stampa, mi sono dimesso dalla carica di presidente provinciale di Arci Lucca Versilia , nonché da membro della presidenza”.
Vecoli era entrato in carica nell’aprile del 2018. “E in questi anni – commenta – credo di aver svolto al mio meglio l’incarico, il comitato è cresciuto, si è fortificato, ha passato momenti difficilissimi come gli anni del covid, ha sviluppato progetti e cultura associativa in modo continuo e concreto per migliorare la vita del comitato e dei cittadini che sul territorio del comitato vivono”.
La fine del secondo mandato di Vecoli sarebbe arrivata a novembre. L’ex presidente spiega il perché della sua scelta e butta acqua sul fuoco delle polemiche. “Prima di accettare la candidatura al consiglio comunale – spiega Vecoli – avevo chiesto un parere legale sulla possibile incompatibilità che era abbastanza rassicurante: i presidenti delle cooperative sono esclusi dalla incompatibilità e gli orientamenti sarebbero che anche gli enti di terzo settore come l’Arci verrebbero considerati compatibili”.
“Tra l’altro – prosegue – è pendente la richiesta di modifica del Tuel per inserire anche gli enti di terzo settore tra quelli non incompatibili, non avendo fini di lucro. Negli ultimi giorni abbiamo fatto alcuni approfondimenti e altri orientamenti , invece, confermerebbero, ad oggi, l’incompatibilità. Tecnicamente sarebbe successo che i gruppi di maggioranza mi avrebbero contestato l’incompatibilità ufficialmente in consiglio comunale, io avrei avuto 10 giorni per fare le mie controdeduzioni, dopodiché sarebbe tornata la pratica in consiglio comunale e a maggioranza mi avrebbero dichiarato decaduto. Poi avrei dovuto fare un ricorso con il rischio anche di perderlo. Tutto questo esponendo l’Arci alla gogna senza motivo, visto che, appunto, tra due mesi il mio mandato sarebbe finito in ogni caso”.
I motivi della contestazione arrivata dalla maggioranza sono arrivati perché Arci prende un contributo dal comune di Viareggio attraverso il quale svolge il servizio di sportello immigrazione, sportello dove vengono erogati anche servizi alla cittadinanza più in difficoltà. “Con quei soldi – sottolinea Vecoli – paghiamo solo gli stipendi delle operatrici e acquistiamo un po’ di cancelleria e qualche strumento come stampanti e computer. E tutto viene rendicontato al centesimo, pur essendo un affidamento diretto. Ho quindi ritenuto giusto rassegnare le dimissioni per salvaguardare in primis quei posti di lavoro e anche per sgombrare il campo da ogni dubbio e sospetto sul mio conto da parte di una maggioranza che, mi si consenta l’osservazione, ha ben altri problemi e ben altre inopportunità politiche”.
Tra pochi giorni sarà eletto nel consiglio territoriale di Arci il nuovo presidente che accompagnerà il comitato al congresso. “Ovviamente – conclude Vecoli – il mio impegno nell’Arci anche ai livelli più alti non terminerà oggi. La fiducia che ho nell’associazione e le energie che fare parte di questo mondo mi ha regalato non finiranno di certo con una lettera di dimissioni. Ringrazio tutta la presidenza e tutti i circoli per questi anni meravigliosi. È stato un onore”.



