Uno ‘sciopero dei pasti’ come forma di protesta per chiedere un miglioramento del cibo dato nella mensa. È quello che annunciano e attueranno per i loro figli i genitori degli alunni e i docenti della scuola Vera Vassalle di Viareggio. Il caso è ‘deflagrato’ lo scorso 14 ottobre quando alcuni genitori degli alunni avevano protestato per il cibo dato ai piccoli.
Un fatto che sarebbe stato la classica goccia che fa traboccare il vaso e che mette nel mirino il cibo dato negli ultimi tempi da Cirfood, operatore nazionale della ristorazione a cui la partecipata Icare del comune di Viareggio ha confermato l’affidamento del servizio di refezione scolastica. Un servizio mensa per il quale le famiglie in ultima fascia Isee del Comune pagano la retta più alta di tutta la provincia di Lucca: 5,50 euro a pasto, nonostante un contributo comunale di oltre 1 milione di euro l’anno.
Stando a quanto denunciano i genitori, se il servizio nidi-mensa ha visto ha visto registrare dal 2023 un andamento crescente dei ricavi – nel 2025 il saldo positivo è stato di oltre 600mila euro – proprio “a partire dal 2023/2024 sono emerse crescenti criticità in ordine alla qualità della refezione scolastica, criticità che sono andate via via aggravandosi” come precisano in una nota congiunta genitori e docenti.
“Ad oggi – proseguono nella nota – il servizio mensa che Icare distribuisce presso le scuole del territorio non può che essere definito scadente, con alcuni episodi che hanno sollevato dubbi perfino sulla sicurezza alimentare del pasto fornito. A fronte delle criticità segnalate nel contesto di Viareggio, non risultano analoghe problematiche di pari gravità negli altri contesti in cui opera Cirfood, circostanza che impone di approfondire le condizioni del rapporto contrattuale tra Icare e Cirfood e la sua effettiva capacità di assicurare un equilibrio tra profitto e qualità del servizio. E si precisa che la presente iniziativa non trae origine nella giornata del 14 ottobre ma da anni di persistenti criticità aggravatesi nell’anno scolastico in corso e da ripetute segnalazioni di genitori e insegnanti, rimaste prive di riscontro ed incompatibili con il rinnovo del contratto avvenuto nel 2025”.
In considerazione del fatto che “I controlli previsti, se realmente effettuati dagli organi preposti, si sono dimostrati insufficienti a garantire un adeguato livello qualitativo del servizio”, e che le criticità riguarderebbero molteplici profili della refezione scolastica, “dalla qualità alla quantità delle pietanze somministrate” che sarebbero “così gravi da indurre non pochi alunni a rinunciare al pasto e digiunare”, genitori e docenti sono arrivati alla decisione dello sciopero che consisterà nel disdire i pasti il giorno stesso.
Saranno almeno 5 le giornate di sciopero in programma – con date sfalsate – che prenderanno il via dal 23 ottobre e alle quali potrebbero aggregarsi anche altre scuole viareggine.
“Ci auspichiamo che la protesta venga condivisa anche dalle altre scuole del territorio, la disdetta dei pasti – precisano genitori e docenti nella nota in cui specificano che valuteranno ciclicamente la qualità dei pasti – è la forma di protesta collettiva per sollecitare l’adozione di interventi risolutivi”.



