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Moda in Toscana, Irpet: segnali di ripresa ma export ancora sotto del 21%

Il report firmato da Donatella Marinari e Nicola Sciclone fotografa un settore che vale il 5% del Pil regionale. Nel terzo trimestre 2025 tornano segnali positivi sull’export, ma negli ultimi tre anni la moda toscana ha perso un quinto del fatturato estero. Le proposte: aggregazioni tra imprese, strategie cooperative e più investimenti sui lavoratori.

Fare rete, innovare e puntare sulle persone, anche remunerando adeguatamente i lavoratori: sono alcune delle mosse suggerite da un report dell’Irpet, discusso oggi al tavolo della Città metropolitana di Firenze sulla crisi della moda. Lo studio è stato firmato da Donatella Marinari e Nicola Sciclone: propone alle imprese di aggregarsi per conseguire economie di scala, sviluppare strategie cooperative anziché concorrere al ribasso tra fornitori e rafforzare il potere contrattuale nei confronti dei grandi marchi. La moda rappresenta oltre il 5% del Pil complessivo e il 6% degli occupati della Toscana. Tessile, concia, calzature, abbigliamento e pelletteria contribuiscono al 26% del valore aggiunto manifatturiero regionale, e assorbono il 35% degli addetti manifatturieri della regione. Le esportazioni stanno tornano a mostrare segni positivi in tutti i comparti nel terzo trimestre 2025, ma negli ultimi 12 trimestri la moda toscana ha perso un quinto (-21%) del fatturato esportato, a fronte del -7% registrato dalle stesse specializzazioni nel resto d’Italia.
Il direttore di Irpet Nicola Sciclone ha spiegato che “il comparto della moda entra nel nuovo anno con segnali di difficoltà meno marcati rispetto al picco negativo osservato nel trimestre che precede la crisi, però i segnali di ripresa non sono ancora estesi a tutti gli indicatori economici e non hanno un’intensità tale da farci presagire una rapida e consistente inversione di tendenza”. Secondo Sciclone sulla pelletteria “vi sono segnali di miglioramento sul fronte delle esportazioni, il terzo trimestre del 2025 dà segnali positivi dell’export”. La sindaca metropolitana Sara Funaro ha ricordato che il settore “sta attraversando da tempo un momento di crisi. Noi avevamo già convocato un primo tavolo metropolitano, questo è il secondo. È un tavolo dove siamo con tutti gli stakeholder per affrontare, analizzare e fare la nostra parte, per quel che possiamo fare”. Per Claudia Sereni, sindaca di Scandicci – comune che ospita le fabbriche di quasi tutti i marchi mondiali più famosi del comparto -, “il 2025 è stato l’anno più nero, per il 2026 si prospettano nuove strategie globali per grandi marchi e vedremo piano piano tornare anche le nuove collezioni. È un settore che ribadisce di voler rimanere in Italia, di voler investire in Toscana”.


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