Quello che era iniziato come un semplice passatempo tra una lezione universitaria e l’altra si è trasformato in un trionfo planetario da Guinness dei Primati. Un gruppo di studenti della facoltà di ingegneria dell’Università di Pisa ha conquistato ufficialmente il Guinness World Record realizzando l’aeroplano di carta più grande del mondo, riportando in Italia un titolo che resisteva all’estero da oltre un decennio.
Il colossale velivolo è il frutto di “Icarus”, un progetto interamente concepito e sviluppato dagli allievi dell’ateneo pisano. L’impresa ha trovato un alleato d’eccezione nel noto creator e divulgatore scientifico Jakidale (Jacopo D’Alesio), forte di una community di oltre 2 milioni di iscritti su YouTube, che ha documentato l’intero percorso, dalle prime simulazioni di laboratorio fino al volo del record, in due video diventati subito virali sulla piattaforma.
Per battere il record precedente, i futuri ingegneri non hanno potuto contare su materiali compositi o strutture preassemblate: il regolamento del Guinness impone infatti l’utilizzo esclusivo di materiali tradizionali lavorati artigianalmente.
Il gigante di carta ha registrato un’apertura alare monstre di 20,04 metri e una lunghezza di 7 metri. Durante il collaudo ufficiale, il mezzo è riuscito a planare stabilmente per ben 59 metri, surclassando il precedente primato mondiale che era detenuto dal 2013 dall’istituto tedesco Braunschweig Institute of Technology.
Il verdetto definitivo con la consegna della targa ufficiale del Guinness World Record è arrivato lo scorso 25 giugno nella cornice del WMF – We Make Future presso BolognaFiere, sotto gli occhi dei giudici internazionali.
L’elenco dei membri del team Unipi che ha firmato l’impresa conta quindici studenti: Filippo De Paoli, Lorenzo Cioli, Emanuele Campinoti, Manuel Santoro, Giovanni Chiarelli, Luca Moni, Andrea Cipriano, Martina Cacciotti, Greta Ferrante, Gianmaria Ferrante, Jacopo Sardi, Dario Nista, Daniele Rusconi Braga, Dario Del Carlo e Gabriele Frediani.
“Tutto è nato da qualche aeroplanino di carta lanciato tra una lezione e l’altra, quasi per scherzo – hanno raccontato emozionati i ragazzi del team -. Eravamo studenti convinti che, con il metodo giusto, anche un semplice pezzo di carta potesse diventare ingegneria vera”.



