Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una legge per sostenere il commercio equo e solidale, riconoscendone il ruolo nella promozione del dialogo interculturale e nel sostegno alla crescita socio-economica dei Paesi in via di sviluppo. La legge ha ricevuto il voto favorevole della maggioranza e quello contrario delle opposizioni. Si aggiorna così una normativa che risaliva al 2005.
Il provvedimento individua i requisiti necessari per essere riconosciuti come soggetti del commercio equo e solidale in Toscana: l’iscrizione al Registro Equo Garantito, gestito dalle organizzazioni nazionali di categoria, l’operatività stabile sul territorio regionale e la presenza della sede legale o operativa in Toscana.
Tra le iniziative di promozione previste figurano attività culturali, divulgative e di sensibilizzazione per favorire un consumo consapevole, oltre ad azioni educative nelle scuole e percorsi formativi rivolti a operatori e volontari. La legge comprende anche iniziative di informazione digitale e misure per sostenere la rete dei produttori.
È prevista inoltre la concessione di contributi diretti per coprire le spese di iscrizione al Registro Equo Garantito. Il testo definisce anche criteri di priorità per i progetti realizzati in partenariato tra più organizzazioni oppure in collaborazione con enti nazionali e internazionali.
La norma stabilisce infine l’organizzazione di uno o più eventi annuali dedicati all’incontro tra la cittadinanza e le realtà del settore, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del commercio equo e solidale e sensibilizzare i cittadini sui temi del consumo responsabile.
Per finanziare le misure previste, la legge autorizza una spesa di 20mila euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, per un totale di 60mila euro nel triennio.



