Mps, sit-in di Cgil, Cisl e Uil a Siena il 29 ottobre

La partita sul futuro di Monte dei Paschi non riguarda soltanto i dipendenti della banca, ma l’intero sistema economico della provincia. È il messaggio con cui Cgil, Cisl e Uil chiamano ancora una volta a raccolta lavoratori, istituzioni e categorie economiche per il sit-in in programma giovedì 29 ottobre, alle 9.30, davanti alla sede Mps di viale Mazzini, in concomitanza con l’assemblea dei soci.

L’iniziativa, intitolata «Monte dei Paschi è Siena!», punta a chiedere garanzie sull’occupazione, sui diritti dei lavoratori diretti e dell’indotto, sulla tutela delle professionalità e sul mantenimento dell’integrità del gruppo. Tra i temi sollevati dai sindacati anche la permanenza delle funzioni direzionali e il presidio della banca nei territori, con particolare attenzione alle aree interne e ai piccoli Comuni.
“MPS non è soltanto una banca, rappresenta un pezzo fondamentale del sistema economico e sociale del nostro territorio – dichiarano i rappresentanti provinciali di CGIL CISL UIL Alice D’Ercole, Riccardo Pucci, Massimo Martini – la protesta di giovedì non solo è a tutela dell’occupazione e dei diritti di lavoratrici e lavoratori, sia diretti che dell’indotto, e della valorizzazione delle professionalità dei dipendenti, ma anche a sostegno della difesa dell’integrità del Gruppo, delle Funzioni direzionali e della presenza della Banca nei territori”.

La mobilitazione, spiegano i promotori, riguarda anche l’accesso ai servizi bancari e il ruolo del credito nel sostenere famiglie, imprese e piccoli risparmiatori. “Saremo davanti alla sede MPS per la garanzia del diritto di cittadine e cittadini, imprese e comunità ad accedere a servizi bancari di qualità, – proseguono i sindacalisti – con particolare attenzione alle aree interne, ai piccoli Comuni, alle persone più fragili, e a salvaguardia di un modello di credito orientato allo sviluppo dei territori, capace di accompagnare gli investimenti, sostenere il lavoro, supportare le famiglie e i piccoli risparmiatori”.

A preoccupare gli attori territoriali sono le possibili ricadute economiche di una riorganizzazione della banca data dal risiko bancario. “Il tempo dell’attesa è esaurito, – aggiungono D’Ercole, Pucci, Martini – riteniamo che sia il momento di unire le forze, di costruire sinergie e unità di questa comunità per scongiurare esiti di impatto che, come stima la CCIAA, rischiano di contrarre fino a 10 punti percentuali il PIL provinciale. Il futuro di MPS non riguarda solo i dipendenti diretti ed indiretti della Banca, ma parla alla carne viva della nostra economia, alla tenuta del nostro tessuto economico e sociale, al radicamento e alla prossimità dei servizi bancari, ad un modello di credito capace di sostenere il lavoro e accompagnare il rilancio di un territorio che già oggi vive una delle sue fasi più complesse”.

Per questo i tre sindacati hanno invitato a partecipare al presidio anche le istituzioni, le categorie economiche e le forze politiche.

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