Che da Livorno e Piombino, ma anche Carrara, nel corso degli ultimi anni soprattutto siano transitati carichi e carichi di armi e materiale esplosivo non è un segreto, tantissimi sono stati gli scontri politici per cercare di arginare il fenomeno con scarsi risultati ma ora potrebbe arrivare una svolta.Alleanza Verdi e Sinistra ha infatti presentato una mozione in Consiglio Regionale per chiedere una presa di posizione formale della Giunta guidata da Eugenio Giani contro la progressiva militarizzazione degli scali commerciali toscani.
Quella di Avs è una prima risposta ai recenti episodi di tensione registrati sulla costa, culminati nel maggio scorso con l’occupazione del ponte Mogadiscio a Livorno da parte di cittadini e lavoratori portuali per bloccare l’accesso a una nave sospettata di trasportare armi.
L’atto presentato dai consiglieri di Avs (Falchi, Ghimenti e Fallani) impegna l’esecutivo regionale su tre punti fondamentali, ovvero: esprimere netta contrarietà all’uso dei porti toscani quali hub per il commercio di armi, garantire massima trasparenza sull’origine e la destinazione dei carichi d’armamento e istituire un Osservatorio regionale permanente incaricato di monitorare i transiti e riferire periodicamente al Consiglio.
“La Toscana è terra di pace, lavoro e diritti – ha dichiarato il consigliere Falchi illustrando il documento -. Non può e non deve diventare la piattaforma logistica o il porto franco del traffico d’armi. Assistiamo a un aumento esponenziale delle movimentazioni, con operazioni che avvengono spesso di notte, sotto scorta e nel silenzio delle amministrazioni locali e della cittadinanza”.
A supporto della mozione, Avs ha citato i dati relativi al solo scalo di Marina di Carrara, dove lo scorso anno sono transitate oltre 1.600 tonnellate complessive di materiale esplosivo tra entrate e uscite.
La discussione della mozione anticipa la giornata di protesta internazionale indetta per il prossimo 30 ottobre, che vedrà i lavoratori portuali di 40 scali europei incrociare le braccia contro la militarizzazione delle infrastrutture civili.



