Ogni giorno osserviamo i cartelli dei distributori nella speranza che il prezzo del carburante inizi finalmente a scendere, ma puntualmente anzichè essere diminuito è aumentato. Una situazione sempre più insostenibile che ha spinto il sindacato Usb Livorno ad intraprendere una mobilitazione contro il carovita e i prezzi del carburante. Una mobilitazione che ha preso vita nel tardo pomeriggio di ieri quando alcuni rappresentanti di Usb hanno preso d’assalto le pompe di benzina, bloccandole, e scaricato sacchi di letame di fronte alla raffineria Eni di Stagno.
Fra le principali ragioni della protesta la discrepanza fra le quotazioni del greggio e i prezzi del distributore, secondo Usb infatti se nel 2008 con il petrolio a circa 150 dollari al barile il gasolio si attestava su 1.50 euro al litro, oggi, con quotazioni inferiori attorno ai 100 dollari, benzina e diesel hanno abbondantemente varcato la soglia dei 2.50 euro al litro. Una forbice economica che, secondo le sigle promotrici, andrebbe ad alimentare i profitti delle multinazionali dell’energia a discapito delle famiglie e dei lavoratori.
Usb attacca poi la gestione dei rinnovi contrattuali e ovviamente le scelte di spesa pubblica, con particolare attenzione allo stazionamento di sempre più risorse per l’acquisto di armi, nonostante un’inflazione galoppante che pezzo dopo pezzo si è è mangiata il potere d’acquisto degli italiani.
Le manifestazioni di protesta raggiungeranno l’apice giovedì 1 ottobre con un raduno di fronte al deposito e carico carburanti di Stagno (nei pressi dell’ingresso della raffineria) a partire dalle 17.30. L’iniziativa farà da apripista a un secondo momento di mobilitazione su scala nazionale, previsto per il 30 ottobre, giorno in cui è stato proclamato lo sciopero dei lavoratori portuali affiancato da manifestazioni cittadine contro il carovita e la spesa bellica.



