Gli spettatori salgono sul palco e si siedono sulle panche che ne delimitano la superficie. Resta uno spazio angusto, scomodo, contratto. È lo spazio minimo in cui si muovono – a fatica – gli interpreti di “Non è più la stessa luna – Tracce di Jenin”, in scena l’’8 e 9 ottobre al Palco 38 Brillante Nuovo Teatro Lippi di Novoli, a Firenze.
Perché quella difficoltà di movimento, quella restrizione, riproduce perfettamente la realtà di tanti palestinesi, e ne vuole rappresentare la soffocante esperienza quotidiana. Tra urla, spari, umiliazioni, speranze deluse e paura costante, gli attori mettono in scena la descrizione, molto vicina alla realtà, della vita di tanti in questo momento.
Il testo nasce da un’esperienza di incontro e cooperazione con la città di Jenin, in Cisgiordania, elaborata collettivamente dalla compagnia che ha contribuito, ciascuno con le proprie qualità attoriali, a trasformarla in un racconto drammatico, a tratti ironico, sempre pungente della vita sottoposta a vessazioni.
A partire da memorie, suggestioni, storia e cronaca del popolo palestinese, lo spettacolo approfondisce il tema del confine, quello che priva di libertà di movimento e quasi di pensiero, tanto è terribile. Non è un semplice racconto realistico, ma una metafora della condizione umana, di come differenze e guerre trasformino l’uomo.
Regia e drammaturgia sono a firma di Virginia Martini che guida un manipolo di ottimi attori, appassionati e coinvolgenti.
Gli spettacoli sono in programma l’8 alle 21 e il 9 alle 19 e 21.15. Per la natura particolare dell’allestimento, i posti a disposizione sono pochi ed è necessario prenotare al 333 4995033 o scrivere alla mailinfo@blancateatro.it.



