Sul caso delle case di Edilizia residenziale pubblica di via Accademia del Cimento, a Firenze, l’assessore al welfare del Comune Nicola Paulesu ha risposto alle contestazioni del capogruppo di Spc Dmitrij Palagi, che aveva denunciato il ritardo dei lavori e il fatto che gli inquilini “rientreranno nelle abitazioni solo dopo tre anni”.
Secondo quanto spiegato dall’assessore, però, la tempistica dei lavori non rappresenta una novità ed era già stata comunicata nei mesi scorsi. Paulesu ha sottolineato la necessità di “fare chiarezza senza alimentare confusione”, spiegando che il programma attualmente in corso prevede la possibilità, per gli assegnatari, di rientrare su base volontaria negli appartamenti una volta completata la riqualificazione.
“I tempi sono dentro la programmazione prevista – ha dichiarato l’assessore –. Era stato definito già a novembre 2025 che il termine per il collaudo fosse prorogato al 31 dicembre 2026”.
Nel dibattito è emerso anche il tema dei finanziamenti Pnc e delle possibili criticità legate al rispetto delle scadenze inizialmente indicate. Anche su questo punto Paulesu ha rassicurato, affermando che non risultano particolari problemi o rischi per le risorse destinate all’intervento.
L’assessore ha infine ribadito che tutta l’operazione relativa agli alloggi Erp di via Accademia del Cimento è stata seguita dall’ufficio Casa del Comune di Firenze “con attenzione alle esigenze degli inquilini”, accompagnando le famiglie coinvolte durante le varie fasi dei lavori di riqualificazione.




