Un nuovo metodo politico, fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sulle idee, per contrastare la disaffezione e l’astensionismo. È questo il tema al centro dell’iniziativa “Una nuova era”, promossa da Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, al circolo delle Fornaci di Pistoia. L’appuntamento, senza simboli e bandiere di partito, è stato presentato come un primo momento di confronto sul futuro della politica e sul rapporto con i cittadini.
Dika ha sottolineato la necessità di superare i personalismi e una concezione della politica concentrata sulla leadership, sostenendo che i programmi debbano nascere dall’ascolto delle comunità e tradursi poi in decisioni e risultati concreti. Tra i temi richiamati nel corso dell’incontro ci sono il rafforzamento degli interventi per la sicurezza dal rischio idrogeologico, gli investimenti negli ospedali e nelle case di comunità e la futura stazione dell’alta velocità di Firenze, che secondo Dika potrebbe liberare capacità sulle linee ferroviarie di superficie e consentire un aumento dei collegamenti regionali. Il sottosegretario ha inoltre citato Sandro Pertini e don Lorenzo Milani come riferimenti per i valori della giustizia sociale e della solidarietà.
Il passaggio più direttamente politico ha riguardato il Partito democratico e il futuro del centrosinistra. Dika ha criticato il tempo dedicato alle discussioni interne in vista delle prossime elezioni, sostenendo che il confronto dovrebbe partire dalla costruzione di un programma. Da qui la proposta di celebrare un congresso del Pd nella provincia di Pistoia, ricordando che l’ultimo rinnovamento del partito a livello provinciale risale al 2021. L’obiettivo indicato è tornare a una politica più radicata nei territori e costruita attraverso il confronto con i cittadini. Dika ha indicato nell’astensionismo una delle principali sfide per la politica e ha sottolineato la necessità di rilanciare la partecipazione.
All’iniziativa hanno partecipato diversi ospiti. Livio Gigliuto, dell’Istituto Piepoli, ha analizzato le principali preoccupazioni dell’opinione pubblica, soffermandosi anche sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. Leonardo Ghezzi, di Irpet, ha invece descritto Pistoia come un territorio di collegamento tra Prato, Firenze e il distretto Lucca-Pisa, evidenziando le difficoltà sul piano industriale, occupazionale e reddituale, oltre all’invecchiamento della popolazione e alla necessità di aumentare l’occupazione femminile. Secondo l’analisi di Ghezzi, Pistoia non dovrebbe rimanere esclusa dai processi di reindustrializzazione della Toscana e avrebbe bisogno di decisioni più rapide per sostenere la crescita.
Felice Florio, vicedirettore dell’Espresso, ha infine sottolineato l’importanza dell’ascolto dei cittadini da parte degli amministratori. In chiusura sono intervenuti il segretario Cgil Pistoia-Prato Daniele Gioffredi, la vicesindaca Stefania Nesi e i consiglieri comunali Irene Bottacci, Bruno Leka, Paolo Tosi e Lorenzo Scalise.



