Il Bargello recupera un tesoro dimenticato

C’è una sala luminosa, in cima a Palazzo Vecchio, dalle cui finestre si vede l’intera città di Firenze. In quello spazio ampio e silenzioso lavorano le professioniste del Settore Arazzi e Tappeti dell’Opificio delle Pietre Dure: da questa settimana saranno impegnate nel recupero di un prezioso arazzo in lana e seta del XVII secolo, “Il banchetto di Psiche”. Da oltre un secolo il bene è conservato nei depositi del Museo Nazionale del Bargello: dopo un trasferimento molto particolare avvenuto lunedì 19 – quando l’arazzo è stato accuratamente arrotolato, imbragato e trasportato a braccia dai tecnici fino al laboratorio – il capolavoro è in corso di analisi e restauro.

«Non è la prima volta che il Settore Arazzi si prende cura dei capolavori tessili del Bargello», ha commentato Emanuela Daffra, Soprintendente dell’Istituto di restauro. «Altri due pezzi parte della collezione Carrand, straordinari esemplari di manifattura franco fiamminga del XV secolo, ‘L’assalto finale a Gerusalemme’ e ‘La Battaglia di Roncisvalle, sono passati sui tavoli dell’Opificio. Con ‘Il banchetto di Psiche ‘ un cerchio si chiude, affrontando un’opera molto differente per cronologia e manifattura, quasi inedita agli studi. Il lavoro congiunto con il personale tecnico scientifico del Museo porterà ancora una volta, ne sono certa, a risultati di grande rilievo»

Di grandi dimensioni (4,20 × 3,25 metri, oltre 12 metri quadrati), attribuito alla Manifattura della Grande Galerie du Louvre, l’arazzo seicentesco raffigura un episodio della favola di Amore e Psiche: la giovane è seduta a una tavola imbandita, circondata da ancelle e musicisti, in un ambiente arricchito da colonnati e da una preziosa bordura decorativa. L’opera entrò nelle collezioni del Museo Nazionale del Bargello nel 1888, grazie al lascito del collezionista Louis Carrand. Unico dei tre grandi arazzi di questa collezione a non essere ancora stato restaurato, costituisce oggi un’importante occasione di studio e valorizzazione del patrimonio tessile del museo.

L’intervento, dal costo di 100.000 euro versati dalla Fondazione Il Bargello ETS Ente Filantropico nell’ambito dell’Art Bonus, sarà eseguito in circa 30 mesi grazie all’intervento di almeno quattro restauratori specializzati. Riguarderà nello specifico la pulitura dai depositi superficiali, la risistemazione di scuciture, tagli, lacune e perdite di trama, particolarmente evidenti nelle parti in seta. Dopo una prima fase diagnostica, seguiranno la pulitura e il consolidamento, in modo da rendere sostenibile una futura esposizione.

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