Questa sera andrà in scena la tradizionale Luminara, e mentre i Lungarni si preparano a risplendere sotto la luce calda e senza tempo di centomila lampanini, l’Amministrazione comunale di Pisa lancia ufficialmente la sfida per inserire la sua festa più amata sul tetto del mondo. Nei piani di Palazzo Gambacorti, infatti, la celebre Luminara di San Ranieri punta a ottenere il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco.
A fare il grande annuncio è stato lo stesso primo cittadino in una recente intervista al quotidiano la Nazione. Il percorso, lungo e articolato, sta per entrare nella sua fase operativa più stringente.Conti ha spiegato che la volontà è quella di tagliare il traguardo amministrativo in tempi record per blindare il dossier di candidatura.
Il sindaco di Pisa ha infatti annunciato che la domanda di candidatura della Luminara a Patrimonio Immateriale dell’Unesco verrà presentata prima della scadenza del mandato.
“Pisa lo merita – ha sottolineato Conti -. La Luminara è un evento magico che attraversa le generazioni, unisce profondamente la nostra città e accende ricordi e sorrisi in ognuno di noi. Faremo tutto il possibile per valorizzarla al meglio sul palcoscenico globale”.
Entrare nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’Unesco non è un’operazione che premia solo l’anzianità storica o la bellezza visiva di un evento. I criteri di valutazione internazionali si concentrano sulla natura sociologica della festa e sul suo legame con il presente.
L’elemento fondamentale richiesto dall’Unesco è la dimostrazione che la manifestazione sia una tradizione viva, pulsante e non una mera rievocazione ad uso e consumo turistico.
Inoltre il comitato valuta il rapporto simbiotico tra l’evento e il tessuto urbano. E’ quindi necessario dimostrare quanto la città si riconosca nei propri simboli e quanto la popolazione partecipi attivamente alle fasi di preparazione e celebrazione.
Sulle reali possibilità di successo della candidatura pisana, il sindaco Conti si è mostrato ottimista, pur mantenendo il dovuto realismo rispetto alla complessità della competizione internazionale.
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