Cinque persone agli arresti domiciliari e altre otto raggiunte da misure cautelari. Sequestrati sei autocarri. Al centro dell’inchiesta l’ex campo nomadi di via delle Tagliate. Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze sul presunto smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti nell’ex campo nomadi di via delle Tagliate, a Lucca.
Altre cinque persone sono sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per tre indagati è stato disposto il divieto di esercitare per un anno l’attività di rappresentante legale delle rispettive imprese individuali. L’indagine, condotta dalla Dda di Firenze, dalla squadra mobile di Lucca e dal nucleo di polizia giudiziaria della polizia locale, ipotizza un’associazione per delinquere finalizzata alla gestione e allo smaltimento illecito di rifiuti, anche attraverso la combustione, con conseguenze sull’ambiente. I fatti contestati si riferiscono al periodo compreso tra il 2022 e il 2025.
L’inchiesta è partita da un controllo della polizia locale effettuato nel 2022. Le successive indagini avrebbero documentato una gestione organizzata e reiterata dei rifiuti in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, nelle vicinanze degli impianti sportivi del campo Coni, frequentati quotidianamente anche da minorenni. Nel corso degli accertamenti sono stati rinvenuti oltre 600 metri cubi di rifiuti, distribuiti su una superficie di circa 1.600 metri quadrati all’interno dell’area, estesa complessivamente per circa 12mila metri quadrati. Tra i materiali abbandonati figurano mobili, residui edilizi, pneumatici, legname, bidoni di vernice, elettrodomestici, sanitari e lastre di eternit, oltre a numerosi veicoli cannibalizzati.
La pericolosità dei materiali è stata sottoposta a verifiche con il supporto dei tecnici Arpat. Disposto anche il sequestro preventivo di sei autocarri che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati utilizzati per il trasporto dei rifiuti e fittiziamente concessi in comodato d’uso ad alcuni indagati per aggirare la mancanza di autorizzazioni o l’inadeguatezza dei titoli abilitativi. L’indagine, inizialmente avviata dalla Procura di Lucca, è stata successivamente trasferita alla Dda di Firenze per la competenza distrettuale sui reati ipotizzati.



