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Maiano Lavacchio, il ricordo che resiste: Grosseto celebra gli 82 anni della strage

Una memoria che continua a parlare al presente: a Maiano Lavacchio si è svolta l’82esima commemorazione dell’eccidio del 22 marzo 1944, quando undici giovani, ricordati come i “Martiri di Istia d’Ombrone”, furono uccisi per aver rifiutato l’arruolamento nella Repubblica Sociale.
Alla cerimonia hanno preso parte le principali autorità civili, militari e religiose del territorio, tra cui l’assessore all’Istruzione del Comune di Grosseto Angela Amante, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il presidente della Provincia Francesco Limatola, i sindaci Gabriele Fusini e Luciano Monaci, insieme alla presidente dell’ANPI provinciale “Norma Parenti” Antonella Coppi e al presidente ISGREC Lio Scheggi.
“Ricordare l’eccidio di Maiano Lavacchio significa rinnovare un impegno verso la nostra comunità e verso la democrazia – ha dichiarato Angela Amante –. Gli undici giovani fucilati furono vittime della brutalità nazifascista, ma oggi sono soprattutto un richiamo alla responsabilità civile di ciascuno di noi. La lavagna dei fratelli Matteini, custodita nella stanza del sindaco, con il loro ultimo messaggio alla madre, ci ricorda che la libertà non è un’eredità garantita: è un bene fragile, da difendere ogni giorno con partecipazione, rispetto e memoria. Grosseto non dimentica e continua a scegliere la parte della dignità e dei diritti”.
La commemorazione si è aperta con la funzione religiosa e si è conclusa con la deposizione di una corona in memoria dei caduti, accompagnata dagli interventi istituzionali, in un momento condiviso di ricordo e riflessione per tutta la comunità.


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