Minacce in psichiatria al Santa Chiara: Nursind chiede sicurezza

Sono passati appena 4 mesi dal drammatico arresto del 28enne che aveva terrorizzato il Santa Chiara minacciando: “Vi farà fare la stessa fine della Capovani”, ma ecco che l’incubo si ripete.

Quella della violenza nel settore sanitario a Pisa è purtroppo una ferita aperta, alla quale pare che non si riesca neppure a dare la possibilità di rimarginarsi. Il giovane originario di Pontedera che solo qualche mese fa era stato arrestato proprio per le frasi ingiuriose e l’atteggiamento violento nei confronti del personale del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Spdc) dell’ospedale Santa Chiara, è infatti stato nuovamente ricoverato all’interno dell’ospedale pisano.

A denunciare la situazione è stato il Nursind Pisa, il quale ha parlato di condizioni lavorative ormai insostenibili. Secondo la ricostruzione fornita dal segretario provinciale del sindacato, Daniele Carbocci, il caso del ventottenne evidenzia una criticità strutturale ben più ampia che riguarda la collocazione dei degenti con spiccata pericolosità sociale.

Il sindacato ha infatti spiegato come ormai da tempo alcuni dei pazienti ricoverati nel reparto di psichiatria dovrebbero essere invece affidati alla Rems di Volterra, proprio in virtù della loro pericolosità. Così però non è, perchè la struttura in questione ha a disposizione solo pochi posti e di conseguenza pazienti pericolosi, autori magari di reati gravi, si ritrovano ricoverati in reparti non attrezzati, mettendo a rischio gli altri pazienti, i loro familiari e soprattutto il personale medico.

Il tutto stando a quanto denunciato dal Nursind sarebbe aggravato dalla totale assenza di Polizia Penitenziaria.
“Nonostante le segnalazioni inviate al portale aziendale sulle aggressioni, i referti del Pronto Soccorso e le continue richieste di trasferimento ad altri reparti da parte di infermieri esausti, l’azienda non ha messo in atto adeguate misure di tutela. Dopo la morte della dottoressa Capovani – ha concluso Carbocci – ci si aspettava la massima tutela: le guardie giurate, pur presenti all’ingresso, non hanno la possibilità legale di intervenire all’interno delle stanze per bloccare gli malintenzionati. Serve un intervento urgente delle istituzioni”.

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