Dopo l’esposto del 4 agosto sugli immobili dell’Asp Montedomini affittati e poi finiti sul mercato delle locazioni turistiche, Salviamo Firenze per viverci ha presentato oggi un’integrazione relativa a presunte anomalie nella gestione del patrimonio immobiliare.
In particolare, spiega il portavoce Massimo Torelli, «presentiamo un approfondimento su chi ha vinto gli avvisi: pochissimi soggetti si sono aggiudicati più lotti, quasi sempre essendo gli unici partecipanti. Poi valuterà la magistratura se sono spunti di interesse».
Sono tre i casi finiti nell’integrazione dell’esposto. Il primo riguarda l’immobile di via Maccari 103, dove la cooperativa Il Chicco di Grano, che assiste donne vittime di violenza, aveva denunciato di aver perso ben due avvisi per pochi euro, senza sapere da chi né per quale motivo. «Ora sappiamo chi ha vinto uno di questi avvisi: è la ditta edile che faceva manutenzione nell’immobile», spiega Torelli.
C’è poi l’immobile al civico 38 di via Faenza, dove, secondo il portavoce di Salviamo Firenze per viverci, una ditta che ha come oggetto la vendita al dettaglio e su strada risulta essersi aggiudicata due lotti.
«In entrambi i casi è l’unico partecipante e non effettua alcun rilancio rispetto alla base d’asta. Come da visura camerale, in entrambi gli immobili viene svolta attività di affitti brevi e questo è singolare, in quanto l’avviso del 2021 non prevedeva clausole che lo permettessero», afferma Torelli.
L’ultimo approfondimento dell’integrazione riguarda l’aggiudicazione di due immobili, in via Guelfa 77 e via Faenza 44. «Anche qua sempre unico partecipante, con rilanci nulli o modestissimi, 10 euro al mese», sottolinea il portavoce.
Inoltre, aggiunge Torelli, «è una società che ha nell’oggetto sociale esclusivamente attività di affitti a fine turistico».
Ma al numero 44 di via Faenza, ricorda, «c’è un vincolo d’uso messo da Montedomini in altri avvisi per fare attività sociale, tanto che l’immobile ospita delle cooperative».
Nonostante questo, sarebbero stati eseguiti lavori edili consistenti. L’attività turistica non è ancora stata avviata, ma, secondo quanto riferito da Torelli, la società avrebbe continuato i lavori pur risultando in stato di liquidazione, «togliendo però i cartelli di cantiere» quando è scoppiato il caso.



