I sindaci di Poggio a Caiano, Carmignano e Campi Bisenzio si schierano contro nuovi aumenti delle tariffe dei rifiuti e contestano la gestione del servizio da parte di Plures Alia. Riccardo Palandri, Edoardo Prestanti e Andrea Tagliaferri si dicono «sconcertati» dal ricorso presentato dall’azienda al Tar della Toscana contro l’Ato Toscana Centro, con la richiesta di annullamento della delibera 16/2026 relativa alla proposta tariffaria per il periodo 2026-2029.
La delibera era stata approvata dall’assemblea dell’Ato lo scorso 23 luglio, con 43 voti favorevoli, 13 contrari e due astenuti, aprendo la strada a un possibile aumento delle tariffe giustificato dalla crescita dei costi del servizio. Una prospettiva che i tre primi cittadini contestano, tornando a chiedere maggiore attenzione alle esigenze dei territori e delle famiglie.
Già ad agosto, ricordano i sindaci in una nota congiunta, erano stati denunciati i disservizi che interessano i rispettivi Comuni, dove è in vigore la Taric, la tariffa corrispettiva per i rifiuti. Secondo gli amministratori, questo sistema non avrebbe portato benefici economici ai cittadini più virtuosi, che effettuano correttamente la raccolta differenziata. «Da tempo lamentiamo una gestione critica del servizio, a fronte di costi divenuti troppo alti e ingiustificabili», affermano, sottolineando di non aver ricevuto risposte adeguate alle criticità segnalate.
I sindaci giudicano inoltre contraddittorio il ricorso presentato da Plures Alia contro l’Ato Toscana Centro e ritengono necessario un cambiamento nella gestione del servizio. «Non è pensabile che le tariffe continuino ad aumentare a scapito dei cittadini», dichiarano, chiedendo all’azienda di individuare soluzioni nel più breve tempo possibile. Palandri, Prestanti e Tagliaferri annunciano quindi la loro opposizione a nuovi rincari, ribadendo che il compito delle amministrazioni comunali è tutelare gli interessi delle comunità.
Al centro della presa di posizione c’è anche la richiesta di un maggiore coinvolgimento dei Comuni nelle decisioni che riguardano il servizio e i relativi costi. Per i tre primi cittadini, il confronto con le amministrazioni locali non può essere considerato facoltativo, perché sono i sindaci a raccogliere le preoccupazioni dei cittadini e a rispondere quotidianamente della qualità dei servizi sul territorio.
«Crediamo che oggi serva soprattutto senso di responsabilità», affermano i tre amministratori, chiedendo che le comunità tornino a essere il punto di riferimento delle scelte sulla gestione dei rifiuti. La loro posizione è chiara: evitare nuovi aumenti tariffari, affrontare i problemi del servizio e garantire un confronto concreto tra azienda e Comuni.



