Palagi attacca Airbnb: “I dati smentiscono la piattaforma”

Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra Progetto Comune, attacca Airbnb dopo la conferenza di ieri in cui i vertici italiani della piattaforma hanno criticato il Comune di Firenze chiedendo norme chiare per il futuro, in particolare dopo il 2028. Tra le critiche anche quelle al professor de La Sapienza Filippo Celata: secondo Airbnb lo studio commissionato da Celata per il Comune di Firenze è “fuorviante”. Tutte valutazioni che hanno fatto arrabbiare Palagi.

La piattaforma Airbnb, ha affermato Palagi, racconta una Firenze fatta di piccoli proprietari che integrano il reddito. È la stessa operazione di sempre: contare le teste invece degli immobili, scegliere la mediana al posto della media, diluire il fenomeno nello stock totale della città per farlo sparire. Ma i numeri che Airbnb stessa dice di voler usare “raccontano l’esatto contrario, uno per uno”.

“C’è poi il modo – ha detto Palagi – in cui Airbnb ha liquidato il professor Celata, dandogli del ‘polarizzato’ invece di replicare ai suoi dati: un argomento ad personam. Celata lavora su InsideAirbnb, la stessa fonte che la piattaforma usa quando le conviene, ma prendiamo pure i dati ufficiali Omi e Agenzia delle Entrate, come chiede Airbnb: dicono che Firenze ha la quota di locazioni brevi più alta d’Italia, 261 milioni di ricavo estratto, 23.000 euro per alloggio. I dati ufficiali confermano Celata e smentiscono Airbnb”.

Le dichiarazioni di Palagi si inseriscono nel dibattito sempre più acceso sul futuro degli affitti brevi a Firenze, tema al centro del confronto tra amministrazione comunale, piattaforme del settore, proprietari immobiliari e residenti. Al centro della discussione ci sono gli effetti delle locazioni turistiche sul mercato della casa, sui canoni di affitto e sulla disponibilità di alloggi per i cittadini.

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