Non si placa a Pistoia la polemica nata in consiglio comunale sullo spazio del cimitero della Misericordia dedicato ai cosiddetti bambini mai nati. Al centro del confronto le parole della consigliera di Avs Lavinia Ferrari, che ha contestato la definizione utilizzata per quel luogo e richiamato il tema della libertà di scelta delle donne. Ferrari ha sostenuto che, non essendo mai nati, quei bambini non sono mai stati vivi e che spazi di questo tipo rischiano di trasformarsi in strumenti di recriminazione nei confronti delle donne che scelgono di interrompere una gravidanza. L’intervento ha provocato immediate reazioni.
Il giorno successivo Gioventù Nazionale, con Gabriele Sgueglia, ha deposto fiori in memoria dei bambini mai nati. Avanti Pistoia, Fratelli d’Italia, Forza Italia-Amo Pistoia e Lega hanno quindi criticato le parole della consigliera e la posizione del sindaco, chiedendo maggiore rispetto e responsabilità nel confronto pubblico. Avs, Sinistra civica ecologista e Possibile hanno difeso la consigliera, precisando di non voler sminuire il dolore legato a una perdita.
La contestazione, spiegano, riguarda l’utilizzo di questi spazi nel dibattito sul diritto all’aborto. Il gruppo ha inoltre chiesto maggiore chiarezza sulla gestione dell’area della Misericordia e sul ruolo del soggetto privato. Il sindaco ha condannato i toni dell’intervento, senza prendere le distanze dal contenuto, esprimendo vicinanza sia a chi ha vissuto una perdita sia alle donne che hanno scelto di interrompere una gravidanza.
In serata è intervenuto anche il Pd, evidenziando una divergenza rispetto agli alleati. I dem hanno sottolineato che un aborto spontaneo o la perdita di una gravidanza desiderata possono rappresentare un lutto profondo e che conservare una memoria non significa imporre la stessa sensibilità alle altre donne. Confermato il sostegno alla legge 194 e al diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, insieme alla richiesta di tutelare dignità, riservatezza e dolore personale.



