Una pagina poco nota ma di straordinario valore culturale emerge dall’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (Asac) della Biennale di Venezia. Quattro lettere inedite, risalenti all’agosto del 1963, documentano l’intenso dialogo tra l’Università di Pisa e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia negli anni Sessanta.
A rinvenire e studiare il carteggio è stato Giacomo Rosini, professore a contratto di Economia aziendale dell’Ateneo pisano (già Alfred D. Chandler Travel Research Fellow alla Harvard Business School), nell’ambito delle sue ricerche storico-gestionali sulla Biennale confluite nel volume Biennale College Asac – “Scrivere di Cinema”.
La corrispondenza testimonia il confronto diretto tra due figure di primo piano del panorama culturale italiano dell’epoca: Carlo Ludovico Ragghianti, celebre storico e critico d’arte allora alla guida dell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Pisa, e Luigi Chiarini, direttore della Mostra del Cinema di Venezia che dal 1961 ricopriva a Pisa la primissima cattedra italiana di Storia e critica del cinema.
Dalle lettere emerge la comune volontà di estendere oltre i confini lagunari le iniziative della Mostra per diffondere la cultura cinematografica sul territorio. Tra le proposte figurava l’idea di portare in Toscana alcune retrospettive veneziane, un progetto che trovò un primo sbocco concreto pochi mesi più tardi con la retrospettiva sul cinema sovietico organizzata nell’ambito del Festival dei Popoli di Firenze.
“Il carteggio documenta il tentativo di Ragghianti e Chiarini di estendere territorialmente l’azione culturale della Mostra di Venezia e favorire la diffusione della cultura cinematografica. La collaborazione sviluppatasi all’Università di Pisa contribuì alla progettazione di iniziative rivolte al pubblico toscano, in particolare tra Pisa e Firenze” ha spiegato Rosini.
Il carteggio riafferma il ruolo d’avanguardia svolto in quella stagione dall’Università di Pisa, fu infatti proprio nelle aule dell’Ateneo pisano, grazie all’insegnamento pionieristico avviato da Chiarini, che il cinema iniziò a essere riconosciuto e studiato formalmente a livello universitario come vera e propria disciplina artistica.



