Rinascono le cappelle di Santa Maria del Carmine a Firenze

Per anni il tempo aveva steso un velo di ombra sulle sue cappelle: intonaci riverniciati di verde, stucchi nascosti dalla polvere, marmi spenti e l’argento del sepolcro di Sant’Andrea ormai annerito. Oggi, invece, la basilica di Santa Maria del Carmine torna a raccontare la propria storia attraverso la luce, i colori e i dettagli ritrovati grazie a un importante intervento di restauro appena concluso su tutto il transetto.

Dopo il recupero della celebre Cappella Brancacci nel 2024, i lavori hanno interessato tutte le cappelle del transetto, restituendo armonia e valore all’intero complesso monumentale. Le superfici decorate hanno recuperato le cromie originali, gli elementi lapidei e gli inserti in legno dorato sono tornati a splendere, mentre è stato rinnovato l’impianto di illuminazione e rafforzata la sicurezza antincendio.

“Oltre ai depositi e agli annerimenti dovuti al tempo, diverse cappelle erano state danneggiate dalle infiltrazioni”, spiega la soprintendente ABAP Firenze e Prato, Antonella Ranaldi. “Dopo il risanamento della copertura, il restauro si è concentrato sugli spazi interni, grazie alla collaborazione tra Fondo Edifici di Culto, Provveditorato alle Opere Pubbliche e Soprintendenza”.

La basilica ha avuto una storia travagliata. Nel 1771 un devastante incendio la distrusse quasi completamente, risparmiando soltanto la sagrestia gotica, il crocifisso di Giorgio Vasari e le due cappelle alle estremità del transetto – la Brancacci e la Corsini, gioiello del Foggini e primo esempio del neonascente barocco a Firenze. Ricostruita in stile tardo barocco, la chiesa è rimasta a lungo nell’ombra della fama della cappella Brancacci e dei suoi straordinari affreschi rinascimentali di Masaccio e Masolino.

Grazie ai 3 milioni di euro del PNRR – NextGenerationEU sono stati restaurati la cappella Maggiore con il coro e il cenotafio di Pier Soderini, la cappella Corsini e le cappelle settecentesche Bonsi, del Crocifisso, della Comunione e Nerli. Un intervento concluso in anticipo sui tempi previsti che restituisce finalmente ai visitatori una visione completa della chiesa, valorizzandone non solo il capolavoro più celebre, ma l’intero patrimonio storico e artistico.


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