L’ormai prossima vendita dell’ex presidio ospedaliero Santa Chiara rappresenta indubbiamente un passaggio importante ed atteso per Pisa. Tuttavia quando una città si trova ad affrontare cambiamenti così drastici le cose da tenere in considerazione sono tante, come per esempio il possibile spopolamento della zona un tempo interessata, a soli due passi da piazza dei Miracoli.
Ad occuparsi della questione e del futuro economico del quartiere è Confcommercio Pisa, che ha lanciato un appello alle istituzioni locali e regionali chiedendo loro di definire una strategia così da poter gestire al meglio la transizione urbanisitica e non solo dell’area.
Il cronoprogramma prevede il completamento del nuovo polo di Cisanello entro la fine del 2027, con il trasferimento della maggior parte dei reparti nei primi mesi del 2028. Con la chiusura del Santa Chiara, il quartiere perderà quindi un bacino quotidiano di migliaia di presenze tra lavoratori, pazienti, familiari, studenti e fornitori.
“L’ospedale è un enorme generatore di economia urbana – ha infatti spiegato il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli -. Quando quel flusso si sposterà a Cisanello, per molte imprese cambieranno strutturalmente le condizioni di mercato. Per questo serve un percorso politico e amministrativo dedicato alla transizione economica del quartiere”.
Per evitare che l’area circostante al luogo simbolo della città attraversi una fase di depressione dal quale rialzarsi potrebbe esser difficile, il responsabile per la Rigenerazione Urbana di Confcommercio Pisa, Alberto Furia, ha proposto alcuni interventi.
Prima di tutto secondo Furia è necessario eseguire un’analisi quantitativa e qualitativa di negozi e servizi nell’area per capire quanto ciascuna di esse dipenda direttamente dai flussi ospedalieri. Occorre poi fornire un calendario certo dei trasferimenti dei reparti per permettere ai commercianti di pianificare riconversioni o ricollocazioni. Ma soprattutto sarà necessario introdurre agevolazioni sulla fiscalità locale e promozione di usi temporanei degli spazi pubblici per mantenere attrattivo il quartiere. Infine sarà necessaria anche una revisione del piano Chipperfield, che si dovrà adattare alle nuove esigenze di mobilità, clima e turismo.



