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Sant’Anna Pisa, il rettore: “Costruiamo il futuro con coraggio”

«Aprire nuove vie, agire nel presente, costruire il futuro»: è questo il messaggio che ha accompagnato l’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 della Scuola Sant’Anna di Pisa. A delineare la visione dell’istituto è stato il rettore Nicola Vitiello, che ha invitato la comunità accademica a guardarsi con lucidità e a progettare con coraggio ciò che verrà.
Nel suo intervento, Vitiello ha posto l’attenzione sull’impatto del Pnrr, definendolo una spinta determinante per la crescita recente della Scuola. «Ora – ha spiegato – entriamo in una fase diversa, in cui la vera sfida sarà rendere strutturali le competenze acquisite. Dovremo saper mantenere qualità, competitività e sostenibilità anche quando queste risorse verranno meno».
Proprio in questa prospettiva, il rettore ha voluto rassicurare i ricercatori a tempo determinato reclutati grazie ai fondi Pnrr. La Scuola, ha assicurato, si impegnerà a individuare soluzioni per garantire la proroga biennale ai profili più meritevoli, in accordo con i docenti e nel rispetto dell’equilibrio complessivo del sistema e delle esigenze delle altre figure della ricerca.
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo internazionale dell’istituzione in una fase storica segnata da gravi tensioni geopolitiche. La Sant’Anna, ha ricordato Vitiello, continua a riconoscersi nel valore della diplomazia scientifica, intesa come ponte tra ricerca, istituzioni e società. In quest’ottica, sono previste nuove collaborazioni accademiche in Medio Oriente, considerate uno strumento concreto per alimentare il dialogo.
Il rettore ha inoltre espresso la disponibilità della Scuola a contribuire, con prudenza e competenza, alla proposta avanzata dal ministro dell’Università Anna Maria Bernini per la ricostruzione di un’offerta universitaria nella Striscia di Gaza. «Il dialogo più solido nasce nelle università – ha sottolineato – non nei palazzi della politica».
In chiusura, Vitiello ha ribadito con forza il principio dell’autonomia accademica: «L’indipendenza della ricerca e della didattica è una condizione essenziale per produrre conoscenza. Ma autonomia non significa isolamento. Il nostro compito non è entrare direttamente nel confronto politico, bensì fornire strumenti affinché quel confronto sia più informato e più responsabile».


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