Spaccate a Firenze, il 56,5% dei commercianti teme nuovi episodi

A Firenze cresce la preoccupazione dei commercianti per il fenomeno delle spaccate, che si conferma una delle principali minacce alla sicurezza di negozi e pubblici esercizi. Secondo un’indagine realizzata da Format Research per Confcommercio, il 56,5% degli imprenditori fiorentini teme di subire una spaccata nei prossimi mesi, una percentuale superiore alla media nazionale, ferma al 49,9%.

Il timore trova riscontro nell’esperienza diretta degli operatori: il 38,9% degli intervistati dichiara di aver già subito almeno un episodio. Tra questi, quasi otto su dieci, precisamente il 79,7%, hanno dovuto fare i conti con due o più spaccate. Anche chi non è stato colpito direttamente conosce spesso situazioni simili nella propria zona: il 72% degli imprenditori fiorentini afferma di sapere di altri commercianti vittime del fenomeno, contro una media nazionale del 51,7%.

Le spaccate sono inoltre il reato predatorio che gli operatori percepiscono maggiormente in aumento: lo ritiene il 40,5% degli intervistati, rispetto al 38,9% rilevato a livello nazionale. Più in generale, il 36,3% degli imprenditori fiorentini del commercio e dei pubblici esercizi si sente esposto alla criminalità, contro una media italiana del 32,3%. La preoccupazione più diffusa riguarda i furti, indicati dal 37% degli operatori, seguiti da atti vandalici, spaccate, rapine e aggressioni.

Per proteggere le proprie attività, molti commercianti stanno aumentando le risorse destinate alla sicurezza. Il 57,7% dichiara di aver sostenuto spese aggiuntive, mentre per il 20,2% gli investimenti sono stati significativi. La soluzione più utilizzata è la videosorveglianza, presente nel 78,3% delle imprese, seguita dalla vigilanza privata, indicata dal 41,5%. La spesa aggiuntiva media per la sicurezza raggiunge i 2.864 euro per attività. Sul fronte assicurativo, il 92,6% delle imprese dispone di una polizza che copre totalmente o parzialmente i danni provocati dalle spaccate.

«La sicurezza è diventata una voce di costo sempre più rilevante per le attività economiche, che si sentono per certi versi sole nell’affrontare i fenomeni criminosi», afferma Franco Marinoni, direttore di Confcommercio Firenze. Marinoni riconosce l’impegno delle forze dell’ordine, ma richiama l’attenzione sulla reiterazione degli episodi e sulle conseguenze che questa situazione produce non soltanto sui titolari delle attività e sui dipendenti, ma anche sui residenti. Un clima di insicurezza che, secondo il direttore, finisce per incidere sulla qualità della vita dei quartieri.

A condividere la preoccupazione è Aldo Cursano, presidente di Confcommercio Firenze, che racconta di aver subito personalmente «ventidue spaccate in trenta anni di lavoro». Al di là della propria esperienza, Cursano sottolinea come il problema riguardi la vivibilità complessiva della città e la fragilità percepita in alcune zone, una situazione che, a suo giudizio, si è accentuata nel periodo successivo alla pandemia.

L’indagine evidenzia anche la preoccupazione per la presenza delle baby gang, indicata dal 54,8% degli imprenditori fiorentini, e per la cosiddetta malamovida, che preoccupa quattro operatori su dieci soprattutto per gli episodi di vandalismo e le spaccate.

Di fronte a questo quadro, le imprese chiedono interventi concreti. Il 93,3% degli intervistati è favorevole a un aumento dei sistemi di sicurezza, mentre il 92,4% ritiene necessari maggiori presidi sul territorio. Tra le misure considerate più efficaci figurano il potenziamento della videosorveglianza, indicato dal 49,9%, e una maggiore presenza delle forze dell’ordine, richiesta dal 45,2%.

«Serve una strategia che metta insieme prevenzione, videosorveglianza, presidio del territorio e collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e mondo delle imprese», affermano Cursano e Marinoni, sottolineando che la sicurezza non può essere considerata un costo a carico esclusivo dei singoli commercianti, ma una condizione necessaria per mantenere vivi negozi, pubblici esercizi e quartieri.

L’indagine di Format Research è stata condotta su un campione statisticamente rappresentativo di 1.400 imprese del settore, con approfondimenti nelle città di Bari, Bologna, Firenze, Palermo, Roma e Torino. Le interviste, realizzate tra agosto e settembre 2026 attraverso modalità telefoniche e online, restituiscono un quadro in cui la sicurezza emerge come una delle questioni centrali per il futuro delle attività commerciali e della vivibilità urbana.

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