Squalo Mako a Livorno: paura e sorpresa a Calafuria

Una normale giornata di pesca al tonno si è trasformata in un’avventura ad altissima tensione, a pochissima distanza dalla costa livornese. Nella giornata di ieri, due pescatori sportivi provenienti da Pistoia, Simone Beoni, 35 anni, e il compagno di barca Fabio Sagnibene, 42 anni, si sono ritrovati a combattere faccia a faccia con un esemplare di squalo Mako lungo circa due metri.
I due si erano portati ad un miglio di distanza dal litorale di Calafuria, posizionandosi con la propria imbarcazione all’altezza della Torre del Boccale, per praticare il “drifting”, una tecnica di pesca sportiva d’altura che prevede l’uso di una pastura continua per attirare i grandi tonni rossi.

La battuta di pesca ha preso però una piega inaspettata e decisamente pericolosa. Le esche hanno infatti richiamato a galla un predatore ben più aggressivo dei tonni.

Da quel momento a bordo dell’imbarcazione si sono vissuti attimi di autentico panico. Il Mako, noto per essere una delle specie di squalo più veloci e inclini ai balzi fuori dall’acqua, ha reagito con estrema violenza alla cattura.

L’animale ha infatti iniziato a dimenarsi furiosamente, compiendo spettacolari balzi fuori dalla superficie marina. Inoltre, durante i tentativi di liberarsi, l’esemplare si è scagliato ripetutamente contro lo scafo della barca.
Dopo un serrato e rischioso “tira e molla” durato oltre venti minuti, Beoni e Sagnibene sono riusciti ad avvicinare lo squalo quanto bastava per recidere la lenza con la massima sicurezza possibile, permettendo all’animale di ritornare a nuotare nei fondali del Tirreno senza subire ulteriori danni.

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