Botta e risposta polemico tra i consiglieri di Palazzo Vecchio sul futuro dello stadio Artemio Franchi e sull’ingresso della Fiorentina nell’operazione di riqualificazione, con un investimento iniziale di 101 milioni di euro, destinato poi a salire fino a 300 milioni, a fronte di una concessione della durata di 60 anni.
Al centro del confronto ci sono i costi, le condizioni della concessione e il ruolo del Comune nella gestione dell’impianto. Il capogruppo di Sinistra Progetto Comune, Dmitrij Palagi, ha sollevato dubbi sulla trasparenza dell’operazione e sull’assenza di alcuni documenti necessari per una valutazione pubblica.
«Non c’è canone fisso. Ci è stata promessa una comunicazione, senza che la delibera sia ancora pubblicata: non solo, non abbiamo nessuno dei documenti che pure da tempo chiediamo, perché ci potesse essere una discussione pubblica sui criteri. Confermiamo ciò che diciamo da tempo, come un disco rotto: il pubblico in questa vicenda è subalterno al privato», ha dichiarato Palagi.
Nei circa 300 milioni di euro di impegno complessivo rientrano anche 70 milioni destinati alla manutenzione straordinaria, distribuita in circa cinque cicli, e 130 milioni per la gestione e la manutenzione ordinaria nell’arco dei 60 anni di concessione.
Palagi ha quindi chiesto alla sindaca e alla giunta di rendere pubblica immediatamente la documentazione relativa all’operazione. In particolare, il consigliere ha sollecitato la pubblicazione della delibera, del verbale della conferenza di servizi con i pareri e le prescrizioni, del piano economico-finanziario e delle relazioni del Politecnico, ricordando che il Comune ha già adottato questa modalità per il project financing dell’impianto Grazzini.
Tra le richieste avanzate da Sinistra Progetto Comune c’è anche quella di sottoporre la concessione al voto del Consiglio comunale, come previsto, secondo Palagi, dall’articolo 42 del Testo unico, e di acquisire il parere del Quartiere 2.
«Uno stadio pagato dalla collettività e vincolato come monumento non può uscire dal controllo pubblico per due generazioni con una comunicazione in aula», ha concluso il capogruppo, ribadendo le proprie perplessità sul rapporto tra interesse pubblico e gestione privata dell’impianto.
Alle critiche ha risposto Marco Burgassi, consigliere del Pd e presidente della commissione Cultura e Sport, contestando la ricostruzione di Palagi. «Le dichiarazioni di Palagi confondono le diverse fasi del procedimento e offrono una lettura parziale di un’operazione che deve essere valutata nel suo insieme», ha affermato.
Burgassi ha sottolineato che lo stadio Franchi resterà di proprietà del Comune di Firenze e che la concessione pluriennale prevede precisi impegni a carico del futuro concessionario.
«Il lavoro della giunta guarda al futuro del Franchi: completarne la riqualificazione, tutelarne il valore monumentale e garantire alla città un patrimonio valorizzato e conservato nel tempo», ha aggiunto il consigliere dem.
Il confronto a Palazzo Vecchio evidenzia così le diverse posizioni politiche sul futuro dello stadio Franchi: da una parte, le richieste di maggiore trasparenza e controllo pubblico avanzate da Sinistra Progetto Comune; dall’altra, la difesa dell’operazione da parte del Pd, che punta sulla riqualificazione dell’impianto e sulla sua conservazione nel lungo periodo.



