Dopo le proteste portate avanti dai sindacati il 3 ottobre a Livorno finalmente i riflettori sono tornati ad accendersi sulla vertenza dello stabilimento Pierburg di Livorno. Nella giornata di ieri, lunedì 19 ottobre, si è infatti tenuto a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), un tavolo al quale per la prima volta hanno seduto anche i vertici multinazionali di Rheinmetall e dei rappresentanti del fondo finanziario acquirente Aequita, interessato al ramo Power Systems (la divisione automotive destinata alla cessione).
Sebbene la partecipazione dei vertici dell’azienda abbia rappresentato un significativo passo avanti, l’incontro non è servito a sciogliere i dubbi del sindacato dei metalmeccanici. La Fiom-Cgil ha infatti ribadito la forte preoccupazione per l’assenza di un piano industriale concreto, in vista del closing finanziario atteso entro la fine dell’anno.
Stando a quando riportato dal segretario generale di Fiom Livorno, Massimo Braccini, la dirigenza avrebbe infatti illustrato unicamente un’ipotesi progettuale preliminare a medio-lungo termine, priva di dettagli operativi, risorse finanziarie allocate ed elenchi di investimenti specifici.
“A Livorno siamo ormai al terzo anno consecutivo di ammortizzatori sociali e i lavoratori stanno pagando un prezzo altissimo a causa della mancanza di prospettive – ha infatti sottolineato Braccini -. Il modello di business presentato dal fondo Aequita non cancella le nostre riserve. La responsabilità resta in capo a Rheinmetall, che ha scelto autonomamente di vendere: pretendiamo per gli stabilimenti italiani le medesime garanzie stringenti e gli impegni vincolanti già concordati e formalizzati con il sindacato in Germania”.
Per fare il punto della situazione e decidere le future mobilitazioni, per la giornata di oggi, sono state indette le assemblee generali di tutti i lavoratori nello stabilimento livornese. Il Ministero ha intanto riaggiornato il tavolo d’area per il prossimo 30 novembre, data entro la quale le parti datoriali dovranno presentare un piano industriale dettagliato e verificabile.



