“È da questa estate, da agosto, che non possiamo usare l’acqua per bere e cucinare. Stiamo in una casa popolare e usare le bottiglie del supermercato è molto oneroso. Così non si può andare avanti”. Ilaria Martini del comitato autogestione Fontanini, lancia il grido d’allarme degli abitanti del quartiere Fontanini al Varignano.
Le concentrazioni di ferro presenti nell’acqua sarebbero ben oltre i limiti consentiti non permettendone il consumo in sicurezza e i residenti nel pomeriggio di oggi, 4 novembre, hanno dato vita ad una protesta nella quale il comitato ha distribuito 12 bottiglie d’acqua a ciascun residente usano i fondi dell’autogestione condominiale.
“Le analisi effettuate sull’acqua da un laboratorio specializzato hanno restituito risultati estremamente preoccupanti – dicono dalla lista Civicamente che ha appoggiato la protesta – Un dato su tutti è emblematico: la concentrazione di ferro, che dovrebbe aggirarsi intorno a 200, supera addirittura il valore di 1000. È inaccettabile che siano gli stessi residenti, già alle prese con un problema così grave, a dover sostenere anche il costo dell’approvvigionamento di acqua potabile. Ci sono anziani, bambini, persone con disabilità e famiglie che non possono essere lasciate senza un servizio essenziale. L’acqua è un bene primario e non è accettabile che nel 2026 ci siano cittadini che non possano utilizzare in sicurezza l’acqua che esce dai rubinetti delle proprie abitazioni”.
La situazione sarebbe già all’attenzione di amministrazione comunale e di Gaia che dovrebbero incontrarsi a breve per valutare le soluzioni da adottare.
“Prendiamo atto dell’impegno assunto dal Comune di inserire nel bilancio di previsione 200mila euro destinati alla risoluzione del problema – osservano da Civicamente – È un primo passo importante, ma non basta. I lavori e la soluzione definitiva richiedono tempi che le famiglie non possono permettersi di aspettare. Gaia non può più sottrarsi alle proprie responsabilità. È necessario che il Comune e l’assessore competente assumano una posizione ferma e incalzante nei confronti del gestore, affinché Gaia affronti concretamente il problema, individui le cause e soprattutto realizzi gli interventi necessari per risolverlo definitivamente. Non bastano impegni o rassicurazioni: servono un cronoprogramma, tempi certi e azioni immediate”.
Da Civicamente si chiede nel frattempo almeno di distribuire tessere per le casette dell’acqua, con un plafond mensile a carico dell’amministrazione, così da assicurare almeno il rifornimento di acqua potabile alle famiglie coinvolte. “Sia chiaro: questa sarebbe soltanto una soluzione temporanea – puntualizzano dalla lista – Il problema delle tubature deve essere affrontato e risolto definitivamente, senza ulteriori rinvii. Le famiglie non chiedono un favore, chiedono un diritto fondamentale: poter aprire il rubinetto di casa e avere acqua sicura. La soluzione serviva ieri, non domani”.



