Agli Uffizi, un raro dipinto di Luca Giordano

È uno spettacolare tondo di 111 centimetri di diametro, realizzato con una tecnica esecutiva particolarmente singolare: un affresco su una stuoia circolare di vimini, chiamata “paniera”. È la recente acquisizione delle Gallerie degli Uffizi di Firenze: il “Cristo e la Samaritana”, un raro dipinto di Luca Giordano, realizzato intorno al 1685 e donato al museo dagli Amici degli Uffizi – Friends of the Uffizi Gallery, che lo hanno acquistato alla fiera internazionale d’arte TEFAF di Maastricht 2026. Il supporto di vimini, leggero e mobile, venne utilizzato a Firenze da alcuni maestri del tempo, adottato anche da Giordano durante il suo soggiorno in città.

Pittore napoletano tra i più apprezzati del suo tempo, Luca Giordano (1634-1705) lavorò per i Medici e per le principali famiglie dell’aristocrazia fiorentina. La sua straordinaria rapidità esecutiva gli valse il soprannome di “Luca fa presto”: secondo la tradizione, avrebbe realizzato proprio questo dipinto in appena due giorni.

La scena raffigura l’incontro tra Cristo e la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe, episodio narrato nel Vangelo di Giovanni. La composizione si distingue per l’immediatezza, la freschezza pittorica e i colori luminosi, con uno stile vicino a quello di Pietro da Cortona.
Il dipinto faceva parte di una serie di quattro tondi commissionati ad Andrea Del Rosso, esponente della nobiltà fiorentina, durante il soggiorno dell’artista a Palazzo Del Rosso. Un altro esemplare della serie, “Cristo tra i dottori”, è conservato all’Institute of Art di Minneapolis.
L’ingresso dell’opera agli Uffizi assume un significato particolare anche per il legame con gli affreschi realizzati da Giordano nel salone di Palazzo Medici Riccardi, uno dei suoi maggiori capolavori fiorentini. Come sottolineato dal direttore Simone Verde, l’acquisizione «documenta una tecnica esecutiva assai particolare, oltre a dare preziosa testimonianza dell’apporto dato al barocco in Firenze da un artista di livello europeo come Luca Giordano».

Il dipinto sarà esposto nelle nuove sale del primo piano dedicate alla pittura del Seicento, di prossima apertura, dove contribuirà a raccontare la ricchezza degli scambi artistici che caratterizzarono la Firenze dell’epoca.
La donazione conferma inoltre il ruolo degli Amici degli Uffizi e di Friends of the Uffizi Gallery nel sostenere la crescita e la valorizzazione del patrimonio museale.

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