Un detenuto nigeriano di 32 anni è stato ucciso nella tarda serata di mercoledì 5 agosto all’interno del carcere della Dogaia di Prato. Lo rende noto la Procura della Repubblica, spiegando che il procuratore Luca Tescaroli ha assunto immediatamente la direzione delle indagini. Al momento si procede per il reato di omicidio preterintenzionale.
L’episodio si è verificato nella camera di sicurezza numero 171 della settima sezione dell’istituto penitenziario, destinata ai detenuti ristretti per reati sessuali. La vittima divideva la cella con altri tre detenuti.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il decesso sarebbe stato preceduto da una colluttazione. Il 32enne è stato trovato con ecchimosi all’interno del labbro superiore, una ferita lacero-contusa nella regione frontale sinistra e una fuoriuscita di sangue dalle narici.
Il medico legale ha riscontrato un trauma cranico, ritenuto compatibile con un colpo inferto mediante un corpo contundente. La morte è stata constatata alle 23.18.
Alle indagini partecipano la Polizia Penitenziaria del carcere della Dogaia, la Squadra Mobile di Prato e la Polizia Scientifica, impegnate nella ricostruzione della dinamica dei fatti e nell’accertamento delle responsabilità.
Nella nota diffusa dalla Procura viene inoltre evidenziato il contesto di forte criticità dell’istituto penitenziario.
«Continua, dunque, l’ondata di violenza in seno all’istituto penitenziario La Dogaia, che si caratterizza da un progressivo sovraffollamento. Attualmente sono 640 i detenuti ristretti e numerose celle ospitano quattro persone, come nel caso della cella in cui si è verificato l’omicidio», ha dichiarato il procuratore Luca Tescaroli.



