Cortona Jazz Club, ogni sera spazio alle jam session

Quattro giorni di musica, grandi interpreti internazionali e nuove sperimentazioni sonore nei luoghi più suggestivi del centro storico. Dal 21 al 24 ottobre torna **Cortona Jazz 2026**, il festival giunto alla nona edizione che porterà nel borgo aretino alcuni dei protagonisti più interessanti della scena jazz contemporanea.

Organizzato dall’Associazione Culturale Mammut, con il contributo del Comune di Cortona e il patrocinio della Regione Toscana, il festival propone un programma che unisce tradizione, ricerca e innovazione. Tra i nomi attesi figurano Fay Victor, Joel Ross, Adam Nussbaum, James Brandon Lewis, Abraham Burton e Michael Rodriguez, affiancati da importanti esponenti del jazz italiano.

Il festival conferma la vocazione di Cortona come luogo di incontro tra linguaggi artistici, culture e generazioni diverse. La scelta di spazi storici e culturali della città contribuisce a creare un dialogo tra la musica contemporanea e il patrimonio artistico del territorio.

«Cortona Jazz è un esempio di come la cultura possa valorizzare i territori, portando anche nei nostri borghi proposte artistiche di respiro internazionale», sottolinea l’assessora regionale Cristina Manetti. «Un festival che coniuga qualità, ricerca e sperimentazione, creando occasioni di incontro tra grandi musicisti, giovani talenti e pubblico».

Secondo Manetti, la cultura diffusa rappresenta un’opportunità per rendere i territori luoghi vivi di produzione culturale, capaci di dialogare con il mondo e valorizzare, attraverso la musica, il proprio patrimonio storico e artistico.

L’inaugurazione è in programma alla Fortezza del Girifalco con *Morabeza* di Silvia Bolognesi, insieme a James Brandon Lewis, Pasquale Mirra, Simone Padovani e Mike Reed.

La giornata proseguirà con il *Lead Belly Project*, che vedrà protagonisti Adam Nussbaum, Ohad Talmor, Steve Cardenas e Nate Radley. Il progetto rende omaggio alle radici del blues americano, mettendo in relazione la tradizione musicale con nuove interpretazioni.

Giovedì il programma si sposterà nella Pieve di San Michele Arcangelo a Metelliano, dove si incontreranno Fay Victor, Joel Ross e John Hébert.

In Sala Pavolini sarà invece protagonista l’Andrea Lombardini Quartet, con un appuntamento dedicato al jazz contemporaneo e alle sue molteplici possibilità espressive.

Venerdì 23 ottobre il Centro Convegni Sant’Agostino ospiterà il Michael Rodriguez Quartet e Francesco Bigoni Solo.

La giornata proporrà un percorso sonoro tra jazz, sax, clarinetto ed elettronica, confermando l’attenzione del festival verso la sperimentazione e il dialogo tra strumenti e linguaggi musicali differenti.

La giornata conclusiva si aprirà al MAEC con Michael Rodriguez e Silvia Bolognesi in *Parigi. Il jazz al tempo di Gino Severini*, un progetto che intreccia musica e arti visive nel segno del grande artista cortonese.

Alla Chiesa di San Domenico sono invece attesi il Collettivo Synthesis featuring Fay Victor, diretto da Tonino Battista e realizzato in collaborazione con Siena Jazz, e l’Abraham Burton Quartet.

Un finale che riunisce interpreti di rilievo internazionale e progetti capaci di esplorare nuove prospettive del linguaggio jazzistico.

Accanto ai concerti, anche quest’anno non mancheranno gli appuntamenti del Cortona Jazz Club. Ogni sera, dalle 23.30, la Sala Pavolini ospiterà jam session e incontri informali tra artisti, giovani musicisti e pubblico.

Un’occasione per proseguire la giornata all’insegna della musica dal vivo, favorendo lo scambio tra professionisti affermati e nuove generazioni e creando uno spazio aperto alla partecipazione e alla condivisione.

«Trovo straordinario che musicisti di questo livello, protagonisti della scena jazz internazionale, possano ritrovarsi a suonare insieme in un piccolo borgo toscano», afferma Antonio Massarutto, presidente dell’associazione Cortona Jazz.

«In pochi anni Cortona Jazz ha raggiunto un livello qualitativo altissimo, anche grazie a Cortona stessa: una città che, per la sua storia, la sua bellezza e la sua dimensione raccolta, rappresenta il luogo ideale per un festival come il nostro. Qui la musica diventa anche incontro, condivisione e dialogo tra artisti e pubblico».

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