Durante il Festival delle Regioni, in corso a Firenze, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha chiesto al commissario italiano della Commissione europea Raffaele Fitto di scongiurare un taglio del 20%, se non addirittura del 25%, dei fondi europei di coesione per il prossimo settennato, dal 2028 al 2034. Giani ha chiesto anche che la gestione dei fondi non venga centralizzata a livello nazionale, una posizione condivisa dalla gran parte dei presidenti delle Regioni italiane.
«C’è netta contrarietà alla centralizzazione delle autorità di gestione – ha spiegato Giani, uscendo da Palazzo Buontalenti, sede distaccata dell’Istituto universitario europeo di Fiesole, nel centro di Firenze –. C’è condivisione su questo con gli altri presidenti di Regione e abbiamo chiesto fortemente di rivedere questa posizione».
«È anche evidente – ha aggiunto Giani – che avere il 20-25% di fondi in meno rispetto a quelli che abbiamo avuto nel settennato 2021-2027 indebolisce il nostro modello di welfare. Ormai, con i nostri bilanci ordinari che vengono diminuiti ogni anno, riusciamo a gestire l’ordinaria amministrazione con qualche intervento mirato, ma le varie politiche le realizziamo con i fondi europei».
Il presidente della Regione Toscana ha ricordato alcune delle risorse europee utilizzate sul territorio: 600 milioni di euro dal Fesr, il Fondo europeo di sviluppo regionale, per sostenere l’economia e oltre 400 milioni di euro destinati alle buone pratiche e alle politiche attive del lavoro.
Tra gli interventi finanziati rientrano anche gli asili nido gratis, i libri di testo gratuiti, i progetti di Vita indipendente per l’inclusione delle persone con disabilità, il sostegno alle imprese per migliorare l’efficienza energetica e le iniziative legate all’economia circolare. Per Giani, un’eventuale riduzione dei fondi di coesione europei rischierebbe quindi di incidere direttamente sulle politiche sociali, sul lavoro e sul sostegno al sistema produttivo regionale.



