Una rete di protezione sociale e istituzionale sempre più fitta per difendere la popolazione anziana dai raggiri, dall’isolamento e dalle nuove insidie digitali. E’ stata presentata nella giornata di ieri a Palazzo Comunale la nuova campagna di prevenzione contro le truffe ai danni degli anziani per l’anno 2026.
L’iniziativa, finanziata direttamente dal Ministero dell’Interno, consolida un percorso virtuoso che già nel novembre del 2025 aveva fatto registrare ottimi risultati sul territorio labronico. Il nuovo piano operativo è scaturito dalla firma di un Protocollo d’intesa siglato lo scorso febbraio tra il Comune e la Prefettura di Livorno, volto a potenziare i servizi di prossimità e a contrastare la vulnerabilità sociale della terza età.
Il cuore della campagna risiede nella capillarità degli interventi e nella creazione di una rete informale capace di intercettare gli anziani nei loro luoghi di socializzazione quotidiana, le azioni principali si concentreranno infatti su incontri informativi e presidi fisici.
I volontari delle associazioni partner saranno presenti nei luoghi abituali di frequentazione dei pensionati: gli stabilimenti balneari sul lungomare, le farmacie comunali e il Mercato Centrale.
Sono inoltre previsti tre grandi incontri formativi con la partecipazione corale di Polizia, Carabinieri e della Guardia di Finanza, affiancati dagli esperti del Movimento Consumatori per la prevenzione dei raggiri legati ai contratti delle utenze domestiche.
“L’obiettivo principale è creare consapevolezza tra gli anziani riguardo alle tecniche dei malviventi, che spesso si fingono rappresentanti delle istituzioni per carpirne la fiducia – ha spiegato l’assessore al Sociale Raspanti -. Il progetto punta a contrastare l’isolamento sociale, che è il principale fattore di vulnerabilità”.
Alla presentazione dell’iniziativa è intervenuto anche il prefetto Giancarlo Dionisi, che ha dichiarato: “L’attività di comunicazione svolta finora ha già permesso di evitare numerose truffe che spesso non emergono nemmeno nelle cronache giornalistiche. Questi reati hanno un grosso impatto emotivo, provocano un trauma psicologico disastroso per l’anziano, che richiede un vero percorso di accompagnamento anche dopo l’evento”.
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