Venezuela, rientrati i primi sanitari toscani dopo la missione post terremoto

Sono rientrati in Italia nelle scorse ore, con un volo militare atterrato all’aeroporto di Pratica di Mare, i primi cinque sanitari toscani impegnati nella missione umanitaria in Venezuela a sostegno delle popolazioni colpite dal violento terremoto dello scorso giugno.

La squadra, composta da quattro infermieri e un medico, faceva parte del contingente di 36 operatori sanitari provenienti da sei Regioni italiane, inviato dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile. L’intera missione è stata coordinata dalla Regione Toscana, che continua a svolgere un ruolo centrale nelle operazioni di assistenza.

A raccontare l’esperienza è Fabio Zanieri, infermiere della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia, esperto nella gestione delle maxi-emergenze e coordinatore della missione.

“L’impatto è stato molto forte dal punto di vista emotivo – spiega Zanieri –. Siamo stati accolti con grande gratitudine dalla popolazione locale, profondamente provata dalla tragedia. Abbiamo subito percepito quanto fosse importante il nostro contributo”.

Dopo l’arrivo a Caracas, il team è stato inviato a Caraballeda, dove, all’interno di un campo da golf, è stato allestito un punto di primo soccorso utilizzando sia le attrezzature fornite dal Ministero della Sanità venezuelano sia il materiale sanitario trasportato dall’Italia con il volo militare.

L’attività è stata intensa e organizzata su tre turni giornalieri per garantire assistenza continua, 24 ore su 24. Ogni giorno sono stati curati circa 50 pazienti, tra superstiti del terremoto e soccorritori rimasti feriti durante gli interventi.

“Abbiamo conquistato la fiducia dei sanitari locali quando siamo riusciti a stabilizzare un paziente colpito da infarto – racconta ancora Zanieri –. Da quel momento siamo diventati un punto di riferimento per tutto il campo”.

Parallelamente, i sanitari italiani hanno operato anche presso l’Hospital San José di La Guaira, dove, all’interno di ambulatori allestiti in gazebo, hanno assistito ogni giorno tra i 70 e gli 80 pazienti, affrontando traumi, fratture, emergenze mediche e visite ordinarie.

La missione italiana, tuttavia, non è ancora conclusa. Una seconda squadra toscana è tuttora impegnata in Venezuela. Si tratta di sei professionisti sanitari: un ginecologo, due pediatri, un medico di pronto soccorso, un’ostetrica e un infermiere pediatrico, che stanno garantendo assistenza ambulatoriale nelle aree colpite dal sisma.

Sono in corso contatti tra la Regione Toscana e il Dipartimento nazionale della Protezione Civile per definire i tempi del rientro del secondo contingente e valutare l’eventuale invio di ulteriori operatori.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha espresso il proprio ringraziamento ai professionisti impegnati nella missione.

“La Toscana è orgogliosa di poter contare su professionisti che sono sempre presenti con competenza e altruismo dove c’è più bisogno. Ancora una volta l’intervento in Venezuela conferma l’eccellenza che siamo in grado di mettere in campo negli scenari internazionali più complessi. A voi va il ringraziamento più autentico di tutta la Toscana per la dedizione dimostrata”.

Parole di apprezzamento anche dal sottosegretario alla Presidenza della Regione, Bernard Dika.

“Donne e uomini che riescono sempre a fare la differenza con la loro preparazione e professionalità. La Protezione Civile non è semplicemente una professione, ma un’esperienza che richiede umanità, coraggio e spirito di servizio. Grazie per aver portato in Venezuela un esempio concreto di solidarietà internazionale a nome di tutta la Toscana”.

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