Massarosa: “No al supermercato al Fornacione”

Un no senza se e senza ma alla possibilità di realizzare un nuovo supermercato al Fornacione. È quello dato dai consiglieri comunali Michela Sargentini e Federico Giletti di Sinistra Comune alla ventilata possibilità data dal vicesindaco della coalizione di centrosinistra Adolfo Del Soldato di realizzare un supermercato nell’area.

“Innanzitutto l’area del Fornacione, come conferma un atto preliminare votato in consiglio comunale, avrebbe dovuto ospitare una Rsa con annessa realizzazione di una nuova caserma dei carabinieri – spiegano i consiglieri – A questo progetto, è inutile nasconderlo, abbiamo posto in passato, all’interno dell’allora maggioranza, alcune riserve in merito alla viabilità della zona e all’opportunità di una struttura di quel tipo all’ingresso del nostro comune, poi però come tutti sanno abbiamo votato sempre a favore per responsabilità e per la riqualificazione di un’area che è in condizioni disastrose da decenni”.

La novità però ha spiazzato i due consiglieri. “Oggi invece si stravolge tutto e si parla di un nuovo supermercato – osservano Sargentini e Giletti – È già successo in passato di autorizzare nuovi supermercati, un conto però sono gli esercizi sotto i 10 mila metri quadrati che rientrano nella media distribuzione e rispetto ai quali, per legge, bisogna per forza dare i permessi, un’altra cosa è fare una variante ad hoc per una nuova attività con numeri ben più importanti e oltretutto a due passi da un supermercato già esistente che verrebbe sicuramente messo in crisi, come verrebbero messe in difficoltà le ultime attività di vicinato rimaste nel capoluogo”.

Una scelta che secondo i consiglieri meriterebbe una discussione. “Vera, fatta di atti, di valutazioni, di coinvolgimento del territorio e non di ‘indiscrezioni’ a mezzo stampa del vicesindaco – attaccano – Questo purtroppo è il risultato di una programmazione urbanistica che rinuncia a qualsiasi indirizzo politico e abbraccia ogni proposta del privato anche a costo di mettere in crisi le attività commerciali del territorio già esistenti e che non promuove quindi uno sviluppo vero legato al turismo o all’incremento dell’offerta ricettiva. Tra l’altro l’area in questione è di alta rilevanza storica e la sua valorizzazione forse meriterebbe qualche riflessione in più sulla possibilità di restituire al territorio un sito di vero interesse pubblico che invece verrebbe così ceduto mettendo una pietra tombale su ogni progetto che ne possa sviluppare le potenzialità”.

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