La decisione di stoppare – fino ad aprile – la raccolta a domicilio del verde a Massarosa ha suscitato polemiche. Uno stop avvenuto ieri, 29 ottobre, e che permetterà comunque agli utenti – negli orari e modalità previste – di conferire gratuitamente gli sfalci e le potature nei centri di raccolta Ersu di Massarosa e Piano di Mommio.
“Apprendiamo con preoccupazione la notizia dell’interruzione della raccolta del verde nel comune di Massarosa da novembre a marzo – dicono Federico Gilardetti, consigliere comunale di Sinistra Comune, e Luca Fidia Pardini, co-portavoce Europa Verde Verdi per la provincia di Lucca – La scelta non trova adeguata giustificazione da un punto di vista economico visto che viene tolto un servizio senza che ci sia un riduzione della tariffa, riduzione che anche ci fosse stata non avrebbe in ogni caso giustificato una scelta di questo tipo. Ricordiamo infatti la natura rurale del comune di Massarosa dove la maggior parte delle abitazioni ha annesso un appezzamento di terra in molte casi di dimensioni tutt’altro che modeste”.
A causa dei cambiamenti climatici la stagione fredda arriva sempre più in ritardo e si conclude in anticipo, ampliando la finestra temporale in cui la vegetazione cresce.
“In questo contesto – osservano Gilardetti e Pardini – è facile immaginare che proprio nei mesi di novembre e marzo la generazione di sfalci e potature resti di notevole entità. A chi è costretto a effettuare sfalci e potature in questo periodo viene quindi chiesto di caricare il verde sulle proprie autovetture, non indicate ovviamente al trasporto di tale materiale, per conferire presso i punti di raccolta, operazione che impegna non poco tempo e non è a costo zero visto che bisogna spostarsi in macchina o con un mezzo”.
Da parte del consigliere comunale e della portavoce di Europa Verde, c’è preoccupazione per cosa potrebbe comportare questa situazione. “Siamo preoccupati da un possibile incremento dell’utilizzo degli abbruciamenti per lo smaltimento del verde – ammettono Pardini e Gilardetti – che oltre a interessare un aumento delle emissioni rappresenta anche un aumento del rischio di incendi, seppure praticati con tutti gli accorgimenti necessari. Non troviamo un solo motivo valido per sostenere questa scelta, da un punto di vista ambientale i contro sono evidenti così come da un punto di vista economico per i cittadini che non risparmiano sulla Tari e sono in più costretti a farsi carico di un servizio che prima era garantito. L’invito che facciamo quindi è che venga rivista quanto prima questa decisione”.



