La Cgil di Prato è pronta a proclamare lo sciopero dei lavoratori impiegati negli appalti dei musei cittadini se il confronto con le cooperative non porterà a risultati concreti. La vertenza riguarda il personale di Palazzo Pretorio, del Museo del Tessuto e del Centro Pecci, impegnato nei servizi di guardiania, biglietteria, informazione e didattica.
A lanciare l’avvertimento sono il segretario generale della Cgil Pistoia-Prato Daniele Gioffredi e il segretario generale della Fp Cgil Pistoia-Prato Riccardo Bartolini. “La trattativa proseguirà nella prossima settimana, ma se non otterremo le risposte dovute alle questioni di civiltà che abbiamo posto promuoveremo la mobilitazione e la lotta dei lavoratori”, dichiarano.
Secondo il sindacato, il nuovo appalto predisposto dal Comune di Prato, dopo un confronto preventivo con le parti sociali, consentirebbe di migliorare le condizioni dei dipendenti. Le richieste riguardano la fine del precariato, contratti con un numero di ore adeguato, il superamento del part-time involontario e il riconoscimento dell’anzianità maturata. La Cgil denuncia inoltre che molti degli addetti, in prevalenza giovani e con un elevato livello di formazione, continuano a lavorare con salari bassi e condizioni ritenute non più accettabili.
Nel mirino anche il sistema degli appalti. Per il sindacato, infatti, la vicenda dimostra che, anche quando il bando è costruito in modo corretto, l’esternalizzazione non rappresenta lo strumento più adatto per la gestione dei servizi culturali. La proposta è quella di arrivare a una gestione diretta da parte del Comune.



