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Nuova pista aeroporto di Firenze, pioggia di ricorsi al Tar dai Comuni

Si allarga il fronte dei Comuni pronti a impugnare davanti al Tar della Toscana il masterplan dell’aeroporto di Firenze e la nuova pista di Peretola. Entro la metà di gennaio saranno almeno quattro i ricorsi presentati da enti locali, in una sorta di azione coordinata che unisce amministrazioni di territori e colori politici diversi. Una sinergia che, come ribadiscono i sindaci coinvolti, nasce non da posizioni ideologiche ma da valutazioni concrete legate a sicurezza, ambiente e qualità della vita.
Nel dettaglio, un ricorso sarà depositato dal Comune di Sesto Fiorentino, uno dal Comune di Campi Bisenzio, un terzo – congiunto – da Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano, mentre la Provincia di Prato presenterà un’azione autonoma. Alla partita legale potrebbero aggiungersi anche comitati cittadini, associazioni e persino l’Università di Firenze.
Un fronte trasversale, dunque, che vede schierati Comuni amministrati dal centrosinistra come Sesto e Calenzano accanto a Poggio a Caiano, guidato da una maggioranza di centrodestra. I ricorsi, da quanto emerso, non conterranno la richiesta di sospensiva e avranno una base comune, per poi articolarsi sulle specificità dei singoli territori.
Tra i nodi centrali sollevati c’è quello dell’assetto idrogeologico. Il sindaco di Campi Bisenzio, Andrea Tagliaferri, punta l’attenzione sulle fragilità del territorio: «Nella notte del 2 novembre 2023 – ricorda – sono andati in fumo due miliardi di euro di danni. Con le risorse pubbliche previste per l’aeroporto, circa 180 milioni, si potrebbe quasi completare la messa in sicurezza idraulica dell’area». Una linea condivisa anche da Sesto Fiorentino, attraverso la vicesindaca facente funzioni Claudia Pecchioli.
Altro tema caldo riguarda i sorvoli previsti su aree densamente abitate come Brozzi, Quaracchi e Peretola. Secondo gli amministratori contrari al masterplan, non è accettabile risolvere un problema spostandolo semplicemente su un altro territorio. «Gli attuali cittadini sorvolati – osserva il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti – dovrebbero semmai chiedere conto a Toscana Aeroporti, che da oltre vent’anni avrebbe dovuto attuare efficaci strategie di mitigazione del rumore. I sindaci non agiscono per ideologia, ma per buon senso».
C’è poi la questione delle infrastrutture e dei collegamenti. Riccardo Palandri, primo cittadino di Poggio a Caiano, evidenzia un paradosso: «Per raggiungere l’aeroporto rischio di impiegare più tempo di quanto ne servirebbe per arrivare da Peretola a una città europea». Un ragionamento che mette in discussione l’effettiva funzionalità dello scalo per alcuni territori della Piana.
Sul piano ambientale, il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani parla apertamente di una “forzatura”: «Realizzare un aeroporto nel mezzo di un’area urbanizzata – afferma – comporta criticità evidenti, anche alla luce della deroga che sarebbe necessaria da parte dell’Unione europea alla direttiva Habitat per il sito Natura 2000 degli Stagni della Piana fiorentina e pratese».
In questo scenario, resta netta la posizione del Comune di Firenze. La sindaca Sara Funaro, ha ribadito invece in più occasioni il sostegno dell’amministrazione comunale a Toscana Aeroporti e al progetto di sviluppo dello scalo di Peretola, confermando una spaccatura istituzionale destinata ora a trasferirsi nelle aule della giustizia amministrativa.


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