Prende sempre più corpo la pista internazionale dietro l’efferato omicidio del 31enne di origine turca assassinato a sud di Livorno, nella frazione collinare di Castellaccio. Gli investigatori della Squadra Mobile labronica stanno verificando con estrema attenzione le ultime rivelazioni dei media turchi riguardanti una vasta inchiesta sulla criminalità organizzata in Turchia, un filone d’indagine caldissimo che vede il fratello della vittima attualmente detenuto nel Paese d’origine.
Nel frattempo, gli inquirenti stanno scandagliando a fondo la nutrita comunità curda stanziatasi a Livorno. Molti dei suoi membri hanno chiesto e ottenuto asilo politico in Italia per sfuggire alla dura repressione dello Stato turco, che storicamente considera le istanze indipendentiste curde alla stregua di attività terroristiche.
Il fulcro delle indagini si è spostato in queste ore sulla misteriosa scomparsa di una donna turca, coetanea della vittima, che conviveva con il 31enne nella lussuosa villa con piscina affittata a Castellaccio, a breve distanza dal luogo dell’agguato dei sicari.
Secondo fonti investigative la donna, ritenta la fidanzata dell’uomo, è attivamente ricercata. L’unico elemento certo è che ha lasciato la propria automobile parcheggiata nei pressi dell’abitazione. Gli accertamenti dovranno stabilire se si sia trattato di un allontanamento volontario dettato dalla paura, o se la donna sia stata prelevata da qualcuno.
L’attività degli inquirenti si concentra anche sul profilo economico della vittima. L’uomo si trovava a Livorno da pochissimi mesi e, come molti altri connazionali della diaspora, aveva presentato domanda per l’asilo politico all’Italia e la commissione prefettizia stava proprio per convocarlo per la prima audizione.
Nonostante la breve permanenza e fonti di reddito ancora del tutto da chiarire, l’uomo mostrava una notevole disponibilità economica. Circa 10mila euro in contanti sono stati infatti ritrovati all’interno della villa durante la perquisizione. Ma anche sul cadavere della vittima sono stati ritrovati 1000 euro in contanti.
La riprova che non si sia trattato di un episodio casuale sta proprio in questo, il denaro non è stato sottratto alla vittima, ragion per cui tutto sembra indicare al pista malavitosa.



