Alleggerimento della pena con riqualificazione del reato. È quella che chiedono, impugnando la sentenza di primo grado della Corte di Assise di Lucca, gli avvocati Enrico Marzaduri e Alberto Gargani per Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice 66enne che la sera dell’8 settembre 2024 a Viareggio in via Coppino passò più volte col suo suv su Noureddine Mezgui, detto “Said”, nordafricano che stava camminando sul marciapiede e accusato di averla derubata della borsa poco prima. Mezgui morì poi a seguito delle ferite riportate nell’investimento e la scena fu ripresa dalle telecamere di sorveglianza.
I legali di Dal Pino vorrebbero una maggiore pesatura delle attenuanti generiche riconosciute in primo grado e l’esclusione dell’aggravante dell’utilizzo del ‘mezzo insidioso’ (la vettura, ndr), arrivando così almeno ad uno sconto della pena rispetto ai 18 anni comminati nel giugno scorso.
A fare appello è stata anche la pubblico ministero Sara Polino che vorrebbe invece “rideterminare un aumento della pena” – aveva chiesto l’ergastolo – in virtù anche del fatto che l’imprenditrice “non ha mai chiesto scusa ai familiari né offerto somme in risarcimento” chiedendo il riconoscimento delle aggravanti della minorata difesa, della crudeltà e dei futili motivi.



