Tutti, o quasi, sanno che a Pisa è possibile osservare gratuitamente una delle più grandi opere del maestro della popo art Keith Haring. Ma quanti sanno come e perchè Haring abbia deciso di realizzare proprio a Pisa la sua grande opera “Tuttomondo”? Ebbene chi volesse scoprirlo potrò farlo giovedì 1° ottobre a Lucca, più precisamente all’interno dell’ auditorium Vincenzo da Massa Carrara del Complesso di San Micheletto nell’ambito del Lucca Film Festival, dove verrà proiettata per la prima volta sul grande schermo la versione integrale di “Tuttomondo”.
Il filmato nasce dall’intuizione di tre giovani filmmaker pisani, ovvero De Gioia, Soldani e Roberto Burchielli, che nel giugno del 1989 decisero di seguire passo dopo passo Haring con la macchina da presa durante i quattro giorni di lavoro sul muro del convento di Sant’Antonio Abate.
Nel giugno 1989 Haring giunse all’ombra della Torre per dipingere Tuttomondo a titolo del tutto gratuito. Per quattro giorni la piazza pisana si trasformò in un cantiere aperto e in un laboratorio di aggregazione: centinaia di cittadini, studenti e curiosi si radunarono quotidianamente sotto l’impalcatura per dialogare con l’artista e veder nascere l’opera. Il documentario, che Haring stesso avrebbe dovuto visionare prima della sua prematura scomparsa avvenuta nel febbraio 1990, immortala quell’energia irripetibile.
La nuova versione presentata al festival, che segue una proiezione privata tenutasi a New York nel 2025, si arricchisce di un capitolo finora sconosciuto relativo alla produzione dell’artista. Nel 2023, durante il lavoro di riordino degli archivi originali, sono stati infatti recuperati 70 disegni e animazioni digitali realizzati da Haring proprio in funzione del progetto pisano.
Questa sezione inedita testimonia la visione pionieristica dell’artista verso le nuove tecnologie e i linguaggi informatici nei suoi ultimi mesi di vita, confermando come l’esperienza di Pisa abbia rappresentato un momento fondamentale e d’avanguardia nella sua ricerca espressiva.



