Salari più adeguati, organici rafforzati e maggiori tutele per chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini. Sono queste le richieste avanzate durante il presidio organizzato davanti alla Prefettura di Firenze dal Silp Cgil, nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa insieme al Siam e al Lrm.
Al centro della protesta le condizioni economiche e lavorative degli operatori delle forze dell’ordine, con particolare attenzione alla situazione del capoluogo toscano, dove la crescente pressione turistica e il caro vita rendono sempre più difficile garantire servizi efficienti e attrarre nuovo personale.
“Siamo stanchi degli slogan. Pretendiamo rispetto dal Governo e salari adeguati alla nostra professionalità, visto che siamo chiamati a rispondere a tutto ciò che riguarda il concetto di sicurezza”, ha dichiarato Alessandra Rocca, agente della Polizia di Stato e segretaria provinciale del Silp Cgil.
Il sindacato denuncia una grave carenza di organico che, secondo quanto sostenuto durante il presidio, rischia di mettere in crisi i servizi operativi sul territorio.
“La situazione del turnover è critica. Le forze dell’ordine non sono sufficienti in una città che, soprattutto durante il periodo estivo e nelle festività, deve affrontare flussi turistici molto elevati”, ha spiegato Rocca.
Tra le problematiche evidenziate emerge anche quella abitativa. Il costo degli affitti e della vita a Firenze rappresenta infatti un ostacolo per molti operatori che vengono assegnati in città.
“Non esiste una politica abitativa adeguata rispetto ai nostri stipendi, che non ci consentono di stabilizzarci sul territorio. Chiederemo al prefetto di farsi portavoce presso il Governo anche per affrontare il problema della casa destinata alle forze dell’ordine”, ha aggiunto la rappresentante sindacale.
La questione abitativa si intreccia con quella salariale, tema principale della mobilitazione nazionale.
Secondo il Silp Cgil, gli aumenti previsti dal contratto per il triennio 2025-2027 sarebbero insufficienti a compensare la perdita del potere d’acquisto determinata dall’inflazione.
“Vogliamo stipendi che garantiscano sicurezza alle nostre famiglie. Il Governo parla di aumenti, ma non tiene conto dell’inflazione reale”, sostiene Rocca.
Il sindacato parla di un “contratto beffa”, evidenziando come, a fronte di un’inflazione certificata superiore al 17%, gli incrementi salariali previsti sarebbero inferiori al 5,78%.
Secondo le organizzazioni sindacali, questa differenza determinerebbe una perdita di potere d’acquisto pari a circa il 10%, traducendosi in una riduzione media di circa 300 euro al mese per ciascun lavoratore.
La manifestazione di Firenze si inserisce nel quadro della mobilitazione nazionale delle forze dell’ordine, che chiedono un confronto con il Governo per ottenere un rafforzamento degli organici, un adeguamento delle retribuzioni al costo della vita e interventi concreti per migliorare le condizioni di lavoro di chi opera quotidianamente a tutela della sicurezza pubblica.



