Il 2025 si sta rivelando un anno a due velocità per il turismo in Toscana. A fotografare l’andamento del settore è l’ultima analisi congiunturale di Irpet, secondo cui nei primi nove mesi dell’anno le presenze complessive sono diminuite dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, un dato depurato dagli effetti legati all’aumento delle strutture non in regola con gli obblighi di comunicazione.
A incidere maggiormente sul risultato è il deciso arretramento del turismo domestico, che segna un -4,5% e rappresenta il principale fattore di debolezza del comparto. A contenere la flessione complessiva è invece la componente internazionale, che registra un lieve aumento dello 0,4%, diventando l’unico vero argine al calo generale.
Il quadro territoriale appare fortemente differenziato. Le città d’arte si confermano il segmento più dinamico, con presenze in crescita del 10,5%, giocando un ruolo decisivo nel contenimento della flessione regionale. Positivi anche i numeri delle aree montane, che crescono del 9,6%. Decisamente più difficile la situazione delle località balneari, che segnano un -6% nel periodo gennaio-settembre e un -5,3% nella sola stagione estiva. Un calo legato soprattutto all’inflazione, alla stagnazione dei redditi e alla crescente competitività di mete mediterranee più economiche. Le zone collinari restano invece sostanzialmente stabili, con un lieve +0,9%.
Il mercato interno continua a rappresentare il tallone d’Achille del sistema turistico regionale. Gli arrivi degli italiani sono in forte diminuzione, in particolare quelli provenienti dalla stessa Toscana e dal Centro Italia, che scendono dell’8%. In difficoltà anche l’Europa occidentale, con una contrazione dell’1,9% dovuta alle fragilità economiche dei Paesi di lingua tedesca.
A sostenere il comparto sono soprattutto i mercati a lungo raggio. L’Asia cresce del 15,2%, trainata in particolare dalla Cina, che supera i livelli pre-pandemia con un +12,3% rispetto al 2019. Positive anche le performance di Africa (+10,5%), Centro-Sud America (+7,6%), Nord America (+5,7%) ed Europa orientale (+5,1%).
I cambiamenti della domanda si riflettono chiaramente sulle tipologie ricettive. Le locazioni turistiche brevi registrano un vero e proprio boom con un +20,9%, mentre gli hotel di lusso a cinque stelle crescono del 6,5%. In flessione, invece, l’offerta alberghiera tradizionale, che perde complessivamente il 5,1%. Particolarmente penalizzate le strutture tipiche delle zone costiere: residenze turistico-alberghiere (-12,4%), villaggi (-12,2%) e campeggi (-10%). In calo anche gli hotel a quattro stelle, che registrano un -3,3%.
L’extra-alberghiero nel suo complesso riesce a mantenersi quasi stabile (-0,7%), sostenuto soprattutto dalla domanda straniera, che cresce dell’1,5%. Le difficoltà del settore si riflettono anche sull’occupazione: nei primi nove mesi dell’anno gli avviamenti al lavoro nel turismo diminuiscono del 2,3%. Le uniche aree in cui si registrano segnali positivi restano le città d’arte, grazie al forte traino dei mercati extra-europei.
Il bilancio del 2025 resta quindi in chiaroscuro: la Toscana resiste grazie alla propria attrattività culturale e internazionale, ma paga la debolezza della domanda interna e la crisi del turismo balneare.



