La vertenza Acca continua ad alimentare lo scontro tra imprenditori e Sudd Cobas. Al centro della vicenda ci sono le merci ancora bloccate nei magazzini di Seano, nel Pratese, a causa del presidio dei lavoratori licenziati, sostenuti dal sindacato.
In vista dell’udienza del Tribunale del Riesame, fissata per lunedì 27 luglio, si è svolta una nuova assemblea degli imprenditori cinesi coinvolti nella vicenda, promossa dall’avvocato Nunzio Giudice, il cui studio rappresenta circa 250 aziende. L’udienza riguarda la mancata convalida del sequestro preventivo delle merci disposto per consentirne la restituzione a 21 imprese del settore del pronto moda.
Secondo il legale, la situazione sta mettendo in difficoltà centinaia di attività economiche. “Da una parte ci sono lavoratori che esercitano un loro diritto, dall’altra oltre 400 imprenditori che rischiano di vedere compromessa la propria attività perché non possono ritirare beni regolarmente acquistati e pagati”, ha dichiarato, sottolineando come gli imprenditori siano estranei alla vertenza.
Giudice riferisce inoltre che, in tre occasioni, ai suoi assistiti sarebbe stato impedito di accedere ai magazzini per ritirare la merce, stimata in circa 2,5 milioni di euro. Trattandosi di prodotti destinati al mercato della moda, ogni giorno di fermo, sostiene, comporta perdite economiche e il rischio di compromettere la continuità delle aziende.
La replica del Sudd Cobas è arrivata poco dopo. Il sindacato ricorda gli attentati incendiari che nel 2025 colpirono alcuni magazzini del distretto, sostenendo che, nonostante quei danni, nessuna impresa fallì perché la merce custodita rappresentava solo una parte delle spedizioni annuali. Per il Sudd Cobas, quindi, l’allarme lanciato dagli imprenditori non trova riscontro nei fatti.
Il sindacato ribadisce inoltre che il vero nodo della vertenza resta la condizione dei 95 lavoratori coinvolti. Secondo il Sudd Cobas, si tratta di dipendenti che, dopo aver rivendicato i propri diritti, sarebbero stati licenziati e sostituiti.
L’attesa è ora rivolta all’udienza di lunedì, dalla quale potrebbero arrivare sviluppi importanti sulla sorte delle merci sequestrate e sull’evoluzione della vertenza.



