Diciotto lavoratori rimasti senza occupazione, richieste di chiarimento sui criteri adottati nella gestione del personale e la necessità di individuare una soluzione per tutelare i posti di lavoro. La vertenza dell’autoparco Il Faldo è stata al centro dell’incontro pubblico “La verità sul Faldo”, organizzato dalla Lega alla Sala delle Colonne di Vicarello, nel territorio di Collesalvetti. Al confronto hanno partecipato rappresentanti del partito, esponenti sindacali di CISL e UIL e una delegazione dei lavoratori coinvolti.
L’iniziativa, promossa dalla segretaria della Lega di Collesalvetti Laura Petreccia, ha riunito il segretario provinciale Carlo Ghiozzi, il senatore Manfredi Potenti, il capogruppo in Consiglio comunale Massimo Petri, Massimo Marino della UIL Trasporti e Uliano Baldini della FIT CISL. Al centro della discussione, la situazione delle diciotto persone che hanno perso il lavoro e le domande ancora aperte sulle modalità con cui è stata gestita la vicenda.
«Abbiamo voluto questo incontro per ascoltare direttamente sindacati e lavoratori e portare le loro richieste davanti alle istituzioni», ha dichiarato Ghiozzi, sottolineando le difficoltà delle persone coinvolte. «Diciotto persone hanno perso stipendio e sicurezza, mentre troppe domande restano senza risposta. Il “lavoro buono” non può essere uno slogan da esibire nei documenti e dimenticare quando ci sono famiglie che chiedono aiuto».
Durante l’incontro, i rappresentanti sindacali hanno ringraziato gli esponenti della Lega per aver dato spazio alle loro richieste. Uliano Baldini ha riferito che, a loro dire, nessun altro partito li avrebbe contattati per approfondire quanto accaduto, ringraziando Ghiozzi, Potenti e Petri per essersi esposti in prima persona. Sulla stessa linea Massimo Marino, secondo cui «l’unico partito che ci ha dato voce è la Lega», con il timore che la vertenza potesse finire nel dimenticatoio.
Ghiozzi ha utilizzato queste dichiarazioni per sollecitare un confronto politico più ampio sulla tutela del lavoro. «Sono parole che dovrebbero far riflettere chi rivendica da sempre di rappresentare il mondo del lavoro», ha affermato, chiedendo chiarimenti sul silenzio denunciato dai sindacalisti e sulle risposte che, secondo loro, non sarebbero ancora arrivate.
Uno dei punti più contestati riguarda l’accordo sottoscritto dalla FILT CGIL con l’azienda. Marino e Baldini hanno denunciato l’esclusione delle rispettive organizzazioni sindacali dal percorso che ha portato all’intesa e hanno chiesto di conoscere i criteri utilizzati per individuare il personale coinvolto. Secondo i due rappresentanti, sarebbero esistiti strumenti, anche attraverso gli ammortizzatori sociali, per cercare di salvaguardare tutti i posti di lavoro. I sindacalisti hanno inoltre evidenziato che le attività dell’autoparco proseguirebbero anche attraverso il ricorso ad appalti.
Da qui la richiesta di fare piena luce sulle decisioni adottate e sulle modalità con cui sono stati individuati i lavoratori rimasti esclusi. «Se il lavoro continua, perché diciotto persone sono rimaste fuori? Chi ha deciso e con quali criteri?», ha domandato Ghiozzi, richiamando anche il tema della libertà sindacale e della necessità di evitare che l’appartenenza a un’organizzazione possa essere percepita come una condizione per mantenere prospettive occupazionali.
La vertenza coinvolge anche la Regione Toscana. Nel corso dell’incontro, Baldini ha riferito di aver inviato tre richieste di incontro al presidente Eugenio Giani senza ricevere risposta. CISL e UIL hanno inoltre contestato la gestione di un’intesa che, secondo quanto ricostruito dai sindacalisti, sarebbe stata raggiunta verbalmente durante il tavolo regionale del 5 giugno 2025 e disconosciuta dall’azienda poche ore dopo.
Ghiozzi ha quindi rivolto un appello alla Regione affinché chiarisca quanto accaduto durante il confronto istituzionale e indichi quali iniziative intenda assumere. Il segretario provinciale della Lega ha ricordato anche l’interpellanza presentata a giugno al Comune di Livorno, lamentando il tempo trascorso senza risposte. Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata la prospettata convocazione, per il 4 novembre, di una commissione congiunta con Collesalvetti. La richiesta, ha spiegato Ghiozzi, è quella di arrivare a un confronto concreto e ottenere risposte precise sulla situazione dei lavoratori.
La vicenda è approdata anche in Parlamento attraverso un’interrogazione del senatore Manfredi Potenti. Nella risposta del Governo, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha richiamato gli obblighi di confronto sindacale e di salvaguardia occupazionale previsti dal contratto collettivo della logistica, annunciando accertamenti sul rispetto delle norme e delle disposizioni contrattuali, anche attraverso l’Ispettorato nazionale del lavoro.
Nella sua replica, Potenti ha contestato le modalità con cui sarebbe avvenuto il passaggio occupazionale, denunciando una possibile violazione della legge 223 del 1991 in materia di licenziamenti collettivi. Il senatore ha annunciato l’intenzione di incontrare XCA per chiedere chiarimenti sulle scelte compiute e sulle prospettive industriali e occupazionali. «Gli investimenti sono benvenuti, ma devono accompagnarsi al rispetto dei diritti dei lavoratori», ha sottolineato, evidenziando la necessità di verifiche documentate sulle contestazioni emerse.
Anche a livello comunale la vicenda ha acceso il confronto politico. Massimo Petri ha criticato la bocciatura, in Consiglio comunale a Collesalvetti, della mozione di solidarietà ai lavoratori, dopo il consenso unanime che la proposta avrebbe ottenuto in commissione. Il capogruppo della Lega ha annunciato la presentazione di un’interpellanza per chiedere spiegazioni sul cambio di posizione della maggioranza, sostenendo che la solidarietà espressa ai lavoratori debba tradursi in atti concreti.
A riportare al centro del dibattito sono state soprattutto le testimonianze delle persone direttamente coinvolte. Andrea Monferro ha chiesto che vengano chiarite le responsabilità della vicenda, mentre Laura Petreccia ha letto la lettera di una lavoratrice sotto codice rosso, nella quale viene descritto il peso della perdita del reddito su una situazione personale e familiare già particolarmente difficile.
L’incontro si è concluso con la richiesta di individuare un percorso condiviso per affrontare la vertenza, chiarire i criteri adottati e verificare eventuali violazioni. Ghiozzi, Potenti e Petri hanno ribadito la necessità di un tavolo che coinvolga azienda, istituzioni e tutte le rappresentanze sindacali, con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni per recuperare i posti di lavoro persi.



