Le parole arrivate dall’Ambasciata della Federazione Russa in Italia sulla programmazione del Maggio Musicale Fiorentino hanno suscitato una reazione netta da parte del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Il governatore ha definito le dichiarazioni diplomatiche «prive di senso», respingendo con decisione le accuse di russofobia.
Giani è intervenuto commentando la presa di posizione dell’Ambasciata russa, che aveva parlato di una “ulteriore immersione nelle torbide acque della russofobia” in riferimento alla cancellazione degli spettacoli della ballerina Svetlana Zakharova e del violinista Vadim Repin, inizialmente inseriti nella stagione del teatro fiorentino.
Secondo il presidente toscano, il linguaggio utilizzato richiama modelli comunicativi del passato. «Mi ricordano impostazioni molto oscure – ha osservato – simili a quelle della Pravda, che rimandano direttamente al periodo sovietico». Un giudizio netto, espresso a margine di una conferenza stampa dedicata allo stato di avanzamento del Corridoio Tirrenico.
Nel suo intervento, Giani ha ribadito il quadro politico internazionale che, a suo avviso, non può essere ignorato. «Sappiamo bene – ha sottolineato – che oggi la Russia è un Paese oppressore nei confronti di una nazione che considero a tutti gli effetti parte dell’Europa, come l’Ucraina».
Da qui, la posizione sulla distinzione tra cultura e contesto geopolitico. Finché Mosca, ha spiegato il governatore, non mostrerà un reale cambio di atteggiamento e non si presenterà al tavolo della pace nel modo atteso dalla comunità internazionale, «non si può confondere la politica con gli aspetti culturali». Una linea che, secondo Giani, resta coerente con i valori condivisi dall’Europa e dal mondo occidentale.



