La sospensione degli spettacoli previsti al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino accende un nuovo fronte di tensione diplomatica tra Italia e Russia. L’Ambasciata della Federazione Russa in Italia ha infatti duramente criticato la decisione di cancellare le esibizioni della ballerina Svetlana Zakharova e del violinista Vadim Repin, parlando apertamente di un atto di russofobia.
In un messaggio diffuso attraverso il canale Telegram ufficiale, la rappresentanza diplomatica russa definisce l’episodio come «l’ennesima immersione nelle torbide acque della russofobia», utilizzando toni sarcastici nei confronti dell’Italia e di Firenze, richiamata come “culla del Rinascimento”. Secondo l’Ambasciata, la sospensione degli spettacoli rappresenterebbe un nuovo “traguardo” negativo nel trattamento riservato alla cultura russa in Europa.
Nel comunicato, Mosca sottolinea come la decisione sarebbe stata assunta in seguito a una richiesta dell’Ambasciata dell’Ucraina a Roma, circostanza che, a giudizio dei diplomatici russi, configurerebbe una limitazione della sovranità culturale italiana. Il commento si spinge oltre, accusando il governo ucraino di esercitare un’influenza diretta sulle scelte culturali italiane attraverso i propri rappresentanti all’estero.
L’Ambasciata russa chiama in causa anche il ruolo delle istituzioni europee, ipotizzando che la sospensione possa essere stata favorita dal fatto che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino riceve finanziamenti dalla Commissione Europea. Secondo Mosca, Bruxelles avrebbe la possibilità di condizionare le scelte del teatro, arrivando a “chiudere il rubinetto” dei fondi in presenza di artisti russi in cartellone.
In precedenza, l’amministrazione del Maggio Musicale Fiorentino aveva comunicato ufficialmente la sospensione temporanea del balletto “Pas de deux for toes and fingers”, in programma il 20 e 21 gennaio 2026. La direzione del teatro ha motivato la decisione con il perdurare delle tensioni internazionali, ritenute tali da creare un clima non favorevole allo svolgimento sereno degli spettacoli.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di rapporti complessi tra politica internazionale e mondo della cultura, dove eventi artistici finiscono sempre più spesso al centro di controversie che travalicano i confini del palcoscenico.



