Madonna della Pura, torna a splendere l’affresco di Firenze

È una delle immagini sacre più amate della basilica di Santa Maria Novella, depositaria di preghiere, racconti di miracoli e della devozione di generazioni di fiorentini. Oggi la Madonna della Pura torna a mostrarsi in tutta la sua bellezza grazie a un importante intervento di restauro che ne ha restituito leggibilità, colori e valore storico.

Il restauro dell’affresco è stato eseguito da Andrea Vigna con la collaborazione di Paola Viviani e Stefania Franceschini, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato. L’intervento è stato reso possibile grazie al sostegno di Friends of Florence.

Prima del restauro, la superficie pittorica presentava depositi di sporco, abrasioni, graffi e ridipinture novecentesche che alteravano la percezione originale dell’opera. I restauratori hanno eseguito una delicata pulitura, rimosso gli interventi incongrui e consolidato le parti compromesse, completando il lavoro con una reintegrazione pittorica rispettosa dei principi di riconoscibilità e reversibilità.

L’intervento ha permesso di recuperare dettagli cromatici e qualità esecutive rimaste a lungo nascoste, offrendo una lettura più autentica dell’affresco.
“Siamo particolarmente felici di aver sostenuto il restauro della Madonna della Pura, un’immagine profondamente radicata nella storia devozionale di Santa Maria Novella e nella memoria della città di Firenze”, ha commentato Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence. “Questo intervento ha consentito di recuperare la leggibilità e la bellezza di un’opera che per secoli ha accompagnato la spiritualità di generazioni di fedeli e visitatori”.

L’opera, custodita nella cappella omonima all’interno della chiesa di Santa Maria Novella, rappresenta uno dei simboli più significativi della devozione mariana fiorentina. La sua storia affonda le radici alla fine del Trecento, quando l’immagine era collocata presso l’avello della famiglia Della Luna nel cimitero adiacente alla basilica. Secondo la tradizione, alcuni bambini avrebbero assistito a un’apparizione della Vergine che chiese loro di liberare l’affresco da polvere e ragnatele, dando origine a una venerazione popolare destinata a crescere rapidamente.
Il culto della cosiddetta “Vergine Maria del Cimitero” si diffuse in breve tempo, portando alla costruzione di un altare e, successivamente, della cappella realizzata nel 1476 per custodire l’immagine. Da allora la Madonna della Pura è rimasta un punto di riferimento della spiritualità domenicana e della città di Firenze.

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