L’omicidio del detenuto di 32 anni avvenuto nel carcere della Dogaia di Prato continua a suscitare reazioni politiche. Dopo la tragedia, sia Forza Italia che il Partito Democratico hanno chiesto interventi immediati per affrontare la situazione del sistema penitenziario, denunciando il sovraffollamento e le difficili condizioni di vita all’interno degli istituti di pena.
Per Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia, quanto accaduto rappresenta «l’ennesimo sintomo di un sistema sotto pressione» e conferma come le condizioni delle carceri italiane siano ormai insostenibili sia per i detenuti sia per il personale della Polizia Penitenziaria.
«L’omicidio del detenuto di 32 anni nel carcere di Prato, in una sezione con quattro persone in una sola cella, conferma la drammatica centralità di un tema che Forza Italia considera prioritario», afferma Bergamini. La parlamentare ricorda inoltre che nel penitenziario pratese sono stati trasferiti 37 detenuti provenienti dal carcere di Sollicciano di Firenze, altro istituto interessato da gravi criticità.
Forza Italia torna quindi a chiedere l’avvio di un’indagine conoscitiva in Parlamento per fare il punto sullo stato delle carceri italiane e individuare soluzioni concrete, tra cui nuovi spazi detentivi, un rafforzamento degli organici e percorsi di reinserimento più efficaci. Bergamini ha inoltre annunciato che nelle prossime settimane una delegazione del partito, della quale farà parte anche lei, visiterà il carcere di Prato.
«C’è una questione di dignità della persona e di funzione riabilitativa della pena che non possiamo eludere», conclude la vicesegretaria di Forza Italia.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario del Partito Democratico della Toscana, Emiliano Fossi, che ha espresso cordoglio ai familiari della vittima.
«L’omicidio avvenuto nel carcere della Dogaia è un fatto di una gravità inaudita. Ogni persona affidata alla custodia dello Stato ha diritto alla tutela della propria vita e della propria dignità», dichiara Fossi.
Il segretario regionale del Pd sottolinea come il carcere di Prato sia da tempo al centro di episodi che testimoniano una situazione ormai fuori controllo.
«L’omicidio di un detenuto all’interno di una struttura penitenziaria rappresenta una sconfitta dello Stato e dimostra quanto sia urgente intervenire. Non possiamo continuare ad assistere a episodi di violenza sempre più gravi e a condizioni che mettono a rischio detenuti e personale penitenziario».
Pur rimettendo alla magistratura il compito di accertare eventuali responsabilità, Fossi chiede al Governo un cambio di passo, con maggiori investimenti, più personale e strumenti adeguati per garantire sicurezza e condizioni di detenzione conformi ai principi costituzionali.
«Il Partito Democratico continuerà a chiedere con forza che il sistema penitenziario torni a essere una priorità nazionale. Quanto accaduto oggi a Prato è un segnale drammatico che non può più essere ignorato», conclude il segretario del Pd Toscana.



